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Simboli della Francia: gli emblemi e le allegorie della cultura francese

Redazione

I simboli della Francia hanno contribuito nei secoli a cementare il forte spirito nazionale che ha sempre contraddistinto i francesi. Ecco quali sono i più importanti.

 

Tutti conoscono il galletto, che si trova sulle maglie della nazionale di calcio francese; ma i simboli della Francia sono molti di più ed hanno avuto vite lunghe e complicate, che si intersecano con la storia rocambolesca di questo Paese.

 

 

  • Tricolore

 

 

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Come accade per molti Paesi, il simbolo principale della Francia è la sua bandiera, la cui forma attuale è stata adottata nel 15 febbraio 1794, diventando l’ispirazione principale per la creazione del tricolore italiano.

 

I colori delle tre  bande verticali sono quelli della città di Parigi, il blu e il rosso, combinati con il bianco della monarchia.
Marsigliese

 

 

 

  • Liberté, Égalité, Fraternité

 

 

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Più che uno dei simboli della Francia, questo motto rappresenta i valori fondamentali che guidano la nazione francese dai tempi della Rivoluzione del 1789 e, ancora prima, da quando le idee illuministe hanno iniziato a diffondersi in tutto il Paese.

 

  • La Libertà, che consiste nell’essere liberi di fare qualsiasi cosa non arrechi danno agli altri o ne limiti la libertà.

 

  • L’Uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, sia nella difesa dei propri diritti che nella punizione dei propri crimini.

 

  • La Fratellanza, tra i cittadini francesi così come tra tutti gli esseri umani, secondo in principio di solidarietà.

 

 

  • Marianna

 

 

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Marianna non è solo un simbolo, ma la personificazione stessa dell Francia.

 

La Rivoluzione francese aveva utilizzato varie figure femminili, tra cui la Libertà (famosissima la versione di Delàcruix), ma quella che più di altre è rimasta in auge tra i simboli della Francia è sicuramente Marianna.

 

La donna è  ancora oggi rappresentata con il berretto frigio rosso, indossato dai galeotti di Marsiglia  che nel 1792 furono liberati dai rivoluzionari.

 

 

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  • Il Gallo (Coq)

 

 

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Il motivo per cui il gallo è diventato uno dei simboli della Francia sembra essere puramente linguistica, e si riferisce banalmente alla parola latina gallus, che significa sia abitante della Gallia che galletto.

 

Questo equivoco è però del tutto incidentale e non riguarda l’animale: i romani infatti, avevano solo preso in prestito la parola Γαλάται (Galatai) che gli antichi greci utilizzavano per identificare le popolazioni celte con cui erano entrati in contatto.

 

Oggi questo animale, che si dice non piacesse a Napoleone,  si trova su tetti e campanili (usato come segnavento) o sui monumenti ai caduti.

 

 

  • Il Fascio

 

 

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Ben prima che il fascismo si impadronisse definitivamente di questo simbolo di origine romana, il fascio era già utilizzato in Francia (ma anche negli Stati Uniti) per rappresentare la forza e l’autorità dello Stato e delle sue Istituzioni.

 

Già molto usato dagli architetti francesi a partire dall’epoca di Luigi XIII come elemento decorativo dal sapore neoclassico, il fascio, affiancato dal Berretto Frigio, ebbe la sua massima importanza in epoca repubblicana come simbolo di democrazia e ordine sociale.

 

 

  • La Marsigliese

 

 

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L’inno nazionale francese fu composto da Claude Joseph Rouget de Lisle nel 1972 come chiamata alle armi per le truppe dell’Armata del Reno, che stavano combattendo contro gli Austriaci.

 

La canzone divenne così popolare tra le truppe volontarie di Marsiglia che prese il nome di Marsigliese.

 

Ironia della sorte: il futuro inno nazionale francese fu dedicato dal suo autore al Generale Nicola Luckner, un bavarese che sarà ghigliottinato meno di due anni più tardi durante il periodo del Terrore.

 

 

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