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Io viaggio da sola

Redazione

Perché spesso pensiamo che per essere felici bisogna per forza essere in due? Oppure che le uniche priorità nella vita debbano essere le stesse degli altri? Chiara Arsieni racconta come la pensa

 

Spesso quando mi annoio, osservo e ascolto. A ormai 26 anni ben compiuti, osservo tante coppie di amici in procinto di sposarsi e di avere figli e sono felice per loro solo quando hanno una vita piena, piena di loro e la condividono, non la dividono in due.

 

Negli anni ho maturato la convinzione che non basta un’altra persona per essere felici.

 

Non so voi, ma io spesso mi basto da sola, mi sento così ingombrante al punto di pensare che non ci possa essere spazio per un altro o per lo meno non farei mai posto ad un’altra persona che non sia io.

 

 

Perché fare posto vuol dire togliere un po’ di sé e dare spazio a qualcun altro. E non bisogna togliere spazio, bisogna condividere quello spazio, bisogna condividere due vite già appaganti da sole.

 

Mi fanno tristezza quelle coppie che stanno insieme per noia, solo per occupare il loro tempo con cene e amplessi, col tempo sempre più noiosi.

 

Ho pensato che il concetto di felicità sia diventato troppo oggettivo. Felicità è lavoro, famiglia, figli, per i più, e spesso anche in questa sequenza.

 

Come sarebbe bello appropriarsi egoisticamente di quel concetto di felicità, così slegato dalle convenzioni e dal pensiero comune.

 

Non a caso, spesso, quando conosco una persona nuova chiedo sempre: “Qual era il tuo sogno da bambino?” Perché, dopo tanti discorsi basati sul nulla, è questa la risposta che più conta, quella che contraddistingue.

 

 

Un mio amico mi ha confessato di voler produrre la birra, da solo, e ho trovato questa idea geniale, e non perché innovativa, ma perché autentica.

 

Ecco, ci sono mille modi per essere autentici, non uno solo. Ci sono mille modi per essere felici, non uno solo. Si può essere felici in coppia, solo se soli; si può essere felici solo seguendo la nostra strada, non quella degli altri.

 

E più si va avanti con l’età, più si pensa che la vita debba essere simile a quella degli altri, perché, passati gli splendidi venti, sembra che il divertimento sia destinato a finire e che i sogni debbano mettersi da parte, per fare posto a quelli più concreti, quelli di tutti.

 

 

E invece se vuoi fare un viaggio pazzesco a 40 anni devi farlo, se vuoi improvvisarti un pittore, compra dei pennelli e molla la ventiquattrore e se la ventiquattrore devi tenerla per necessità, nascondici i colori e, quando hai tempo, dipingi.

 

Ho visto sorrisi meravigliosi nascere dai cambiamenti; ho visto sorrisi meravigliosi nascere dalla libertà.

 

 

Testo: Chiara Arsieni


 

 

 

 

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