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Europa e carburanti, le differenze

Redazione

L’Italia è uno dei Paesi europei con il più alto prezzo dei carburanti: lo confermano analisi statistiche che permettono di comparare il costo dei rifornimenti degli automobilisti in Europa.

 

 

Ma quali sono le ragioni di questo divario e in che termini si può quantificare? E, soprattutto, quali alternative hanno gli automobilisti italiani per difendersi dal caro benzina?

 

Il costo del carburante in Italia: un confronto con la media europea

I più recenti report hanno evidenziato che l’Italia è il Paese europeo con il costo del diesel più alto costo:
addirittura, la media dei prezzi di questo carburante è superiore di ben 15 centesimi rispetto a quella degli altri Paesi europei.

 

Per quanto concerne la benzina, ci sono luoghi in cui è più cara, ma l’Italia riesce comunque a posizionarsi nella parte più bassa di una ideale classifica di convenienza.

 

In particolare, per la benzina il prezzo per litro più alto è in Olanda, con una media di 1,681 euro; a seguire (di poco) la Grecia e la Danimarca, dove rispettivamente il prezzo della verde è pari a 1,631 e 1,620 euro al litro.

 

Ed ecco, appena fuori dal podio, l’Italia, dove per acquistare un litro di benzina è richiesta una media di 1,615 euro.

 

Nel versante opposto della classifica si trova la Bulgaria (con appena 1,114 euro/litro), ma anche in Austria e Lussemburgo è possibile spendere dai 40 a i 50 centesimi in meno al litro rispetto all’Italia.

 

Va decisamente peggio, come già accennato, per il diesel: tenuto conto che la differenza media in Europa tra prezzo della benzina e prezzo del gasolio è di circa 16 centesimi, l’Italia riesce a fare addirittura “meglio”, assicurando un costo medio del diesel pari a 1,497 euro al litro, il più alto dei Paesi europei.

 

Seguono la Svezia e il Regno Unito, dove, però, ad un costo della vita e ad un livello di retribuzioni decisamente più alti che in Italia, fa fronte un costo del diesel che non supera 1,469 euro/litro. Ancora una volta è la Bulgaria ad assicurare il prezzo più basso (1,112 euro/litro) insieme al Lussemburgo (appena 1,114 euro/litro).

 

A voler calcolare quanto maggiore è la spesa per diesel di un automobilista italiano rispetto ad uno Bulgaro, si può ipotizzare un pieno da 35 litri: in Italia sarebbe necessario spendere circa 52 euro, in Bulgaria appena 39, ben 13 euro in meno.

 

Cosa incide sul prezzo del carburante in Italia e in Europa?

A determinare le differenze di prezzo del carburante nei vari Paesi europei è, più che il diverso costo di importazione/produzione della materia prima, l’incidenza della tassazione.

 

Le accise (in Italia sono ben 17) e l’IVA sono da considerare, infatti, le prime responsabili del più elevato costo della benzina e del diesel in Italia rispetto alla media dei Paesi europei.

 

Naturalmente, tutti i Paesi operano un prelievo fiscale sul carburante, ma non tutti lo fanno in egual misura.

 

Per quanto riguarda la benzina, in particolare, la comparazione dimostra che la componente del prezzo del carburante determinata dalla tassazione in Italia supera il 63%, contro il 61,8% della Francia, il 61,6% della Germania e il 52,9% in Spagna.

 

Anche per quanto concerne il diesel, la situazione è preoccupante: qui, il prezzo finale è composto di oltre il 59,6% da tasse, contro una media europea del 54,9%.

 

La tassazione, peraltro, riguarda anche carburanti meno costosi, come il GPL e il metano: infatti, in Italia il loro prezzo è influenzato dalla tassazione, rispettivamente, per il 45% e per quasi il 23%.

 

 

Come far fronte al “caro benzina”?

Ponderando le medie europee del prezzo del carburante (benzina/diesel) si può dire che il costo complessivo richiesto agli automobilisti per fare carburante è più alto in Italia che altrove. Esistono alternative o strategie per risparmiare?

 

Senz’altro, può rappresentare una soluzione quella di optare per motori alimentati a metano o a GPL, considerando che queste materie prime sono generalmente meno costose rispetto alle classiche.

 

E, tuttavia, è bene considerare sia che l’installazione di impianti o l’acquisto di auto dotate di motori compatibili fa lievitare i costi; sia che questo tipo di alimentazione non garantisce – allo stato dell’arte – le medesime prestazioni dei motori diesel/benzina.

 

Anche a voler considerare alternative più attente all’ambiente e all’esigenza di ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera, i biocarburanti (come il biogas e il biodiesel) sono ad oggi sia molto costosi (a causa delle particolari tecniche di produzione), sia instabili per la sicurezza e prestanza del motore.

 

Probabilmente, la scelta migliore per chi vuole ridurre drasticamente i costi del carburante è rappresentata dalla (futura) trazione elettrica integrale. Anche da questo punto di vista, però, le tecnologie disponibili sono ad uno stato germinale e i costi di accesso a questo tipo di vetture (se si escludono gli ibridi) sono ancora di un certo rilievo.

 

Ne consegue che, almeno per i prossimi anni, la gran parte degli automobilisti dovrà continuare a fronteggiare il caro benzina facendo ricorso ad alcuni accorgimenti ormai “classici”: prestare attenzione allo stile di guida, scegliere bene il momento in cui fare rifornimento, non rifornirsi sempre alla stessa stazione.

 

In particolare, proprio sotto quest’ultimo profilo, uno dei modi migliori per poter risparmiare un po’ sull’acquisto della benzina o del diesel è quello di utilizzare applicazioni e siti che permettono di confrontare i vari prezzi del carburante, praticati a seconda del momento dalle diverse stazioni.

 

In questo modo, infatti, è possibile valutare adeguatamente le proprie scelte in materia di carburante e rifornirsi presso la pompa che assicura il costo più conveniente.

 

 

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