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Il Rapporto tra Cambiamento Climatico e Diritti Umani: la Climate Justice

ragazzi manifestano per la climate justice
Redazione

Il cambiamento climatico è ormai una realtà innegabile e problematica, anche per i diritti umani. Per questo nasce la Climate Justice o “Giustizia Climatica”

 

Il concetto di Giustizia Climatica (Climate Justice) nasce dalle conseguenze che il surriscaldamento globale ha sui diritti umani delle popolazioni più vulnerabili del pianeta. In  questo articolo ti spiegheremo di cosa si tratta e perché è importante riconoscere il legame tra i problemi ambientali e quelli sociali.

 

 

Cos’è la Climate Justice?

La Giustizia Climatica è un concetto che fa riferimento al cambiamento climatico non più solamente come problema ambientale, ma anche politico e morale. Questo perché gli effetti del surriscaldamento globale non hanno ripercussioni solo sull’ecosistema – sulla vita di piante e animali – ma anche su quella degli esseri umani.

 

Con Giustizia Climatica si intende, quindi, l’obbligo morale di creare un mondo più giusto ed equo a partire dalla tutela dei diritti umani, e in particolare di quelle popolazioni che subiscono maggiormente gli effetti del cambiamento climatico pur non essendone i diretti responsabili.

 

 

Cambiamento climatico e violazione dei diritti umani

Tra i principali fattori che hanno determinato, e determinano tuttora, il surriscaldamento globale troviamo gas i prodotti dai sistemi industriali dei paesi più ricchi e sviluppati. Le conseguenze del surriscaldamento globale sono, ad esempio, l’innalzamento del livello del mare, le alluvioni e la siccità.

 

I Paesi maggiormente colpiti da questi fenomeni, che spesso risultano in vere e proprie catastrofi naturali, il più delle volte non dispongono delle risorse e delle tecnologie necessarie a rispondere alla crisi climatica, né tantomeno per produrla.

 

Stiamo parlando, ad esempio, dei villaggi africani che fanno affidamento sulla ciclica alternanza delle stagioni per poter coltivare e sopravvivere, colpiti dall’alternanza di alluvioni e siccità. Oppure delle Filippine, il cui territorio è spesso vittima di violenti tifoni.

 

L’osservazione alla base della Climate Justice è che le persone meno responsabili per il cambiamento climatico sono anche quelle più colpite e danneggiate da esso. Diventa necessario, allora, riconoscere questa ingiustizia e battersi per l’opposto.

 

Il movimento per la Giustizia Climatica, o Climate Justice, chiede quindi ai governi mondiali di riconoscere le proprie responsabilità rispetto a questo problema che riguarda non solo l’ambiente, ma anche gli esseri umani, con politiche e sistemi di produzione adeguati e sostenibili.

 

territorio arido per cambiamento climatico

 

Principi e obiettivi della Giustizia Climatica

Partendo dai presupposti finora citati, il movimento per la Giustizia Climatica si batte per:

  • L’abbandono dei carburanti fossili a favore di sistemi di energia efficienti basati su risorse rinnovabili;
  • La riduzione degli sprechi soprattutto nel Nord del mondo, ma anche da parte delle élite del Sud;
  • Trasferimenti di denaro dal Nord al Sud del mondo come risarcimento per i danni arrecati alle comunità più povere in conseguenza al cambiamento climatico. I soldi per questo risarcimento andrebbero ricavati reindirizzando le spese militari e cancellando i debiti di questi paesi;
  • Una conservazione delle risorse ambientali basata sui diritti delle popolazioni indigene e il diritto democratico delle popolazioni alla sovranità sulle proprie risorse: energia, foreste, terra, e acqua;
  • Sistemi di sovranità territoriale del cibo tramite pesca e agricoltura sostenibili.

 

 

Associazioni e organizzazioni per la Climate Justice

Nel mondo esistono diversi movimenti, associazioni e fondazioni che si impegnano per diffondere consapevolezza rispetto alle tematiche che legano il cambiamento climatico ai diritti umani. La Mary Robinson Foundation – Climate Justice, fondata dalla ex presidente della Repubblica d’Irlanda, ne è un esempio.

 

Durante la sua attività politica, anche come Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Mary Robinson ha sviluppato una crescente sensibilità nei confronti della Climate Justice.

 

Oggi lavora per garantire alle comunità più vulnerabili un futuro migliore. A questo proposito la Robinson ha anche tenuto un interessante intervento durante la conferenza TED del 2015

 

Oltre alla fondazione dell’ex presidente irlandese, altri esempi di associazioni e organizzazioni che si battono per la giustizia climatica sono Greenpeace e Friends of the Earth Europe. Climate Justice Now, invece, è una rete di organizzazioni coinvolte nella campagna per la giustizia climatica (puoi vedere l’elenco completo dei membri qui).

 

 

 

 

Di: Carolina Bonsignori

 

Laureata in Scienze Linguistiche, grazie ai programmi Erasmus ha vissuto in Irlanda, Danimarca e Belgio. Per Scambieuropei scrive articoli su Erasmus, lingue straniere, esperienze all’estero, formazione e curiosità dal mondo.