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Brexit e Erasmus+: le ultime novità sulla mobilità giovanile nel Regno Unito

Redazione

A quasi tre anni dal voto in favore della Brexit, moltissimi studenti europei si chiedono cosa accadrà al progetto Erasmus+ quando il Regno Unito lascerà l’UE. Ecco le ultime novità

 

Quando, nel 2016, i cittadini del Regno Unito hanno votato in favore dell’uscita dall’Unione Europea, una forte preoccupazione si è diffusa fra i giovani desiderosi di studiare all’estero con il programma Erasmus+. L’effetto della Brexit sull’Erasmus non è ancora certo, come non lo sono gli accordi tra Unione e Uk, ma nel mese di marzo sono emerse alcune utili informazioni sicure.

 

 

Delle possibili conseguenze della brexit per i giovani avevamo già parlato a tempo debito. In questo articolo, invece, ti spiegheremo quali sono le poche certezze relative al rapporto brexit erasmus.

 

 

Quando avverrà la Brexit?

L’ultima data per ufficializzare l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea era stata fissata al 30 marzo 2019. Come sappiamo, però, Brexit non è ancora realtà.

 

Con il rischio di un’imminente uscita del Regno Unito dall’Unione, il 19 marzo il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno approvato un “regolamento di emergenza” per tutelare tutti gli studenti attualmente coinvolti nel programma di mobilità europeo.

 

Le ultime notizie ci informano che la nuova data fissata per Brexit è il 31 ottobre 2019. Il Regno Unito ha, però, la possibilità di lasciare l’Unione anche prima di questa scadenza, se dovesse trovare un accordo di uscita. Londra potrebbe anche provare a ufficializzare la Brexit entro il 22 maggio, prima delle elezioni europee.

 

Ma quali sono le misure adottate dal Consiglio e dal Parlamento Europeo riguardo all’Erasmus in caso di Brexit?

 

bandiere europa uk erasmus brexit

 

Il “Regolamento di Emergenza per l’Eramus+

Il “regolamento di emergenza” stabilisce che tutti gli studenti internazionali che si troveranno nel Regno Unito il giorno in cui avverrà la Brexit continueranno a ricevere i finanziamenti previsti dal programma di mobilità fino a un massimo di 12 mesi (la durata massima dell’Erasmus). Lo stesso vale per i cittadini inglesi che si troveranno in un altro paese europeo sotto il programma di mobilità.

 

Il regolamento di emergenza interessa tutti i soggetti coinvolti in uno dei progetti di mobilità Erasmus. Non solo gli studenti, quindi, ma anche tirocinanti, volontari SVE (adesso ESC), membri dello staff accademico e organizzazioni giovanili.

 

Grazie al regolamento di emergenza, nessun soggetto coinvolto in un’attività di scambio all’estero che coinvolga il Regno Unito dovrà interrompere il proprio soggiorno all’estero.

 

 

Erasmus dopo la Brexit

Le stesse certezze non si hanno, purtroppo, per coloro i quali inizierebbero il proprio soggiorno all’estero dopo l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Unione. Il regolamento di emergenza è, infatti, una soluzione pensata per essere immediatamente efficace in caso di “no-deal” (l’uscita del Regno Unito senza accordi con l’UE). Il piano mira a salvaguardare chi si ritroverebbe da un giorno all’altro a vivere all’estero senza più fondi.

 

Sia il Regno Unito che il Consiglio d’Europa sembrano, però, interessati a mantenere attiva la cooperazione e la mobilità per studio e formazione. L’obiettivo del Regno Unito sarebbe quello di siglare accordi con il Parlamento Europeo per continuare a far parte dei progetti di mobilità e scambio con “paese partner”, come la Norvegia.

 

E’ stato proposto dalla Commissione anche un piano di emergenza generale”non ancora approvato, che garantirebbe i finanziamenti per periodi di mobilità all’estero “sotto specifiche condizioni e in maniera più restrittiva.”

 

 

Fonti: europa.eu, il sole 24 ore, Il Post

 

 


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