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Simboli Buddisti: i significati spirituali da conoscere per la meditazione

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Redazione

I Simboli Buddisti incarnano tutti i significati più profondi di questa religione e filosofia che parte dalle frasi e dalla vita del Buddha Siddhārtha Gautama.

 

Gli insegnamenti di questa guida spirituale senza tempo vengono trasmessi e tramandati anche grazie alla forza dei simboli e e dei loro significati spirituali e meditativi. Eccone alcuni dei più importanti.

 

 

  • Il Loto

 

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Uno dei simboli buddisti più famosi è sicuramente il Fiore di Loto, pianta acquatica tipica dell’oriente (è il fiore nazionale dell’India e del Vietnam)  può essere di vari colori, ognuno con un proprio significato:

 

  • Il Loto rosa rappresenta il Buddha Supremo ed è considerato il vero fiore di loto della divinità suprema

 

  • Il Loto bianco rappresenta la purezza di corpo, mente e spirito. Il colore bianco simboleggia il cuore di Buddha

 

  • Il Loto viola rappresenta il misticismo e la spiritualità. Può essere rappresentato come sbocciato o ancora chiuso, simboleggiando le fasi del percorso spirituale verso l’illuminazione

 

  • Il Loto rosso rappresenta il cuore, l’amore e la parte passionale dello spirito umani.

 

  • Il Loto blu rappresenta la saggezza, l’intelligenza, la conoscenza e lo studio. Il colore blu simboleggia la vittoria dello spirito sui sensi.

 

 

  • I due Pesci Dorati

 

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I due Pesci Dorati sono il simbolo buddista della felicità, della libertà e del coraggio, dato che sono sempre liberi di muoversi nell’acqua sfidando senza paura i pericoli sconosciuti dell’oceano.

 

Inizialmente, i pesci rappresentavano i due fiumi principali dell’India: il Gange e lo Yamuna, associati con i canali lunari e solari che si originano nelle narici  e regolano l’alternarsi della respirazione.

 

 

  • Yungdrung (ls Svastica)

 

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Nonostante sia tristemente famosa per l’appropriazione indebita avvenuta per mano del Nazismo, la Svastica è un simbolo antichissimo, presente in innumerevoli culture e tradizioni dell’Eurasia e utilizzato per indicare i concetti di eternità, abbondanza, pluralità e longevità.

 

La Svastica viene usata normalmente nel Buddismo per segnare l’inizio dei testi sacri o per indicare i tempi su una mappa.

 

 

  • Dharmachakra (la Ruota del Dharma)

 

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Per molti secoli i buddisti hanno seguito l’insegnamento originale  di non venerare Buddha come persona fisica, ma attraverso una serie di simboli che ne rappresentavano i vari aspetti; uno dei più antichi e comuni è la Ruota del Darmha o Dharmachakra.

 

Buddha a volte è denominato “il timoniere“, colui che mette in moto un ciclo di insegnamenti; gli otto bracci della ruota rappresentano infatti gli otto passi verso la saggezza e la fine della sofferenza.

 

 

  • Buddhapada (Le impronte del Buddha)

 

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Questo simbolo buddista è una delle prime rappresentazioni della presenza fisica del Buddha, in un tempo in cui non esistevano ancora sue statue.

 

Oggi le Buddhapada rappresentano la sua assenza da quando è entrato nel Nirvana e ci ricordano due cose: che Buddha era anche umano, dato che ha camminato su questo pianeta, e che c’è un percorso da seguire indicatoci proprio dalle impronte dell’illuminato.

 

 

  • Shrivatsa (il Nodo Eterno)

 

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Il Nodo eterno o senza fine (Shrivatsa) rappresenta l’interazione tra le cose del mondo, cioè il principio di causa e effetto, dove tutto è inter-conesso e non ha quindi né inizio, né fine.

Le linee del nodo ci ricordano di rispettare gli altri, perché ogni azione è connessa con un universo più grande.

 

Il Nodo viene anche usato per rappresentare il percorso continuo del Dharma, cioè gli insegnamenti del Buddha per raggiungere l’illuminazione. C’è sempre una crescita da raggiungere, una saggezza da coltivare e una verità da scoprire.

 

 

  • Sankha (la Conchiglia)

 

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La conchiglia, utilizzata come corno di guerra in molte regioni dell’Asia antica, rappresenta nella tradizione buddista la grande portata degli insegnamenti del Buddha, che è in grado di raggiungere persone molto lontane e di tutte le origini.

 

Il suono continuo della conchiglia può quindi coprire grandi distanze e aprirci gli occhi, così da aiutarci ad eliminare l’ignoranza che è dentro di noi.

 

 

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