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5 motivi per fare un anno sabbatico

Redazione

Perché fare un anno sabbatico? Quali sono i vantaggi di fare un Gap Year dopo il diploma o la laurea? Le possibilità sono tante e sempre più diplomati decidono di fare una pausa tra il percorso scolastico e l’università o il lavoro. Scopri perché 

 

Sempre più spesso sentiamo parlare della possibilità di fare un anno sabbatico. A cosa serve? Quali vantaggi può portare? Parliamone.

 

Ogni anno, sempre più ragazzi e ragazze diplomati si ritrovano di fronte a una scelta tutt’altro che facile: scegliere cosa fare. Mentre durante gli anni della scuola ognuno di noi segue un percorso più o meno predefinito, una volta che abbiamo il diploma in mano ci ritroviamo all’improvviso, del tutto impreparati, a dover prendere in mano anche la nostra vita, e la cosa fa paura.

 

Alcuni, pochi, fortunati hanno già bene in mente cosa fare: la professione della loro vita è quella e per arrivarci dovranno fare questo o quell’altro corso, o cominciare subito a lavorare. Per la maggior parte dei diplomati, però, non è così facile. L’indecisione è tanta, le possibilità quasi infinite.

 

Ecco perché tanti giovani decidono di fare un anno sabbatico o gap year. Si tratta di un anno in cui ci si prende una pausa dallo studio prima di cominciare l’università o a lavorare, a volte perché si è stanchi o si vuole scoprire qualcosa di nuovo, tante altre volte perché si hanno le idee confuse sul da farsi.

 

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Le possibilità, anche qui, sono molte: si può scegliere di rimanere nel proprio paese e dedicarsi al volontariato o al servizio civile, oppure di fare qualche esperienza lavorativa, anche se non ci interessa intraprendere una carriera in quel settore, semplicemente per mettere da parte qualche soldo.

 

Sempre più giovani, invece, presi dalla curiosità e dalla sete di scoperta, decidono di partire e andare all’estero, alcuni a frequentare un corso di lingua, altri a lavorare. Esiste anche la possibilità di fare volontariato all’estero con diverse associazioni che garantiscono, in cambio del lavoro svolto, vitto e alloggio; ad esempio tramite il Corpo Europeo di Solidarietà 

 

Ma prima ancora di decidere cosa fare, l’importante è avere le motivazioni giuste. Ecco quindi 5 motivi per cui fare un anno sabbatico.

 

 

1) Fare un anno sabbatico aiuta a schiarire le idee

lampadina su sfondo rosa

 

Quando siamo indecisi su cosa fare, la cosa migliore per risolvere i nostri dubbi è provare. Fare esperienza diretta ci permette di capire se qualcosa, ad esempio un determinato lavoro o paese, fa per noi o no. Provando ci rendiamo conto di quello che ci piace o non ci piace, di cosa cerchiamo nella nostra vita.

 

Lavorare in gruppo o da soli? Avere autonomia o dipendere da qualcun altro, che ci guida nel nostro lavoro? Lavorare all’aria aperta o in un ufficio? Viaggiare spesso o rimanere nella stessa città? Vogliamo lavorare con persone in difficoltà? Parlare lingue straniere tutti i giorni? Si tratta di tante cose che influenzeranno la nostra vita lavorativa e personale, quindi capirci qualcosa di più prima di scegliere un percorso preciso può essere un grosso aiuto.

 

 

2) Fare un anno sabbatico ti renderà più responsabile

 

Qualsiasi cosa sceglierai di fare durante il tuo anno sabbatico, i risultati dipenderanno da te. Se sceglierai di lavorare come cameriere o di fare un au pair, sarà stata una tua scelta, quindi ti sarà richiesto tutto l’impegno che potrai metterci.

 

A differenza della scuola, dove si va perché l’istruzione è obbligatoria, durante il tuo gap year sarai l’unico responsabile delle tue attività e dei risultati che raggiungerai. Questo senso di responsabilità ti aiuterà a diventare una persona più matura e più adulta.

 

3) Fare un anno sabbatico ti renderà più indipendente

ragazza indipendente dopo anno sabbatico

 

Se durante il tuo anno sabbatico ti trasferirai in un’altra città, che sia all’estero o nel tuo stesso paese, dovrai uscire di casa e imparare a vivere da solo.

 

Ci saranno dei coinquilini, forse, oppure vivrai con una famiglia ospitante in un altro paese, ma in entrambi i casi dovrai imparare a convivere con altre persone e a svolgere il tuo ruolo in casa: cucinare, pulire, fare la spesa. Se invece vivrai coi tuoi genitori, ma troverai un lavoro o un’attività retribuita, guadagnerai indipendenza dal punto di vista economico.

 

 

4) Sarà un modo di scoprire cose nuove

Fare amicizia durante anno sabbatico

 

Qualsiasi cosa sceglierai per il tuo gap year, sicuramente scoprirai cose nuove. E’ chiaro, la novità ci sarebbe anche se ti iscrivessi all’Università, ma si tratterebbe sempre di fare qualcosa che bene o male già conosci: studiare. Durante il tuo anno sabbatico, invece, potresti ritrovarti a fare cose mai fatte prima, o a imparare una lingua che non conoscevi assolutamente.

 

Se uscirai di casa, soprattutto se deciderai di andare all’estero, tutte le esperienze che vivrai saranno una novità per te. Conoscerai persone nuove e grazie a loro scoprirai tante cose che non sai, ti ritroverai in situazioni mai affrontate prima, risolverai problemi, svolgerai attività e compiti mai fatti in vita tua, vedrai posti nuovi e, alla fine, avrai vissuto più esperienze di tanti tuoi coetanei, che ti renderanno una persona più completa.

 

 

5) Sarà un modo per crescere

bambino forte anno sabbatico aiuta a crescere

 

Se c’è una cosa che tutte queste esperienze (novità, responsabilità, problemi, successi) ti daranno, sarà una maggiore consapevolezza e autostima. Scoprendo a poco a poco i tuoi limiti e le tue capacità, guadagnerai maggiore fiducia in te stesso, mentre la varietà di persone e mentalità con cui entrerai in contatto ti daranno abbastanza idee e punti di vista per accrescere il tuo senso critico.

 

Le difficoltà che supererai, anche le più piccole, come vivere da solo o avere a che fare con documenti e scartoffie varie, ti renderanno una persona più forte e più preparata ad affrontare la vita adulta. Capirai più cose su di te e avrai più strumenti per interpretare la realtà che ti circonda. Si tratta di un processo di crescita continuo e stimolante; provare per credere.

 

 

Di: Carolina Bonsignori

 

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