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Lingue indoeuropee: fatti e curiosità

lingue indoeuropee
Redazione

Cosa sono le lingue indoeuropee? Quante e quali sono? Che origine hanno? Curiosità sulla storia delle lingue moderne

 

Le lingue indoeuropee sono solo un gruppo delle varie famiglie linguistiche che sono state identificate dai linguisti nell’arco di due secoli di studi sul linguaggio umano.

 

 

Quali sono le lingue indoeuropee? 

Se sai già che l’italiano è imparentato con il latino, il greco e le lingue romanze (francese, spagnolo, portoghese e rumeno); forse ti sorprenderà scoprire che nella stessa famiglia linguistica si trovano anche le lingue germaniche e, incredibilmente, lingue orientali come il sanscrito e l’antico indiano.

 

I linguisti hanno, infatti, ricostruito l’evoluzione delle  lingue partendo dalle testimonianze scritte di lingue antiche, che risalgono fino al 2000 a.C., e tracciato delle linee di parentela tra lingue geograficamente molto distanti.

 

Le lingue della famiglia indoeuropea sono suddivisibili, all’incirca, in questi gruppi:

  • Lingue indo-iraniche (es. vedico, sanscrito, lingue indiane moderne come hindi, urdu, bengali e cingalese; persiano antico e moderno, curdo e altre lingue iraniche)
  • Anatoliche
  • Greco
  • Latino e lingue romanze
  • Lingue germaniche (gotico, inglese, tedesco, olandese, danese, norvegese, svedese, groenlandese)
  • Celtiche (es. irlandese, gallese, gaelico)
  • Slave e baltiche (ceco, slovacco, polacco, russo, bielorusso, ucraino, bulgaro, macedone, serbo croato, sloveno; lituano e lettone)
  • Albanese
  • Armeno

 

Ma perché si è deciso di suddividere le lingue in famiglie linguistiche? E come è stato possibile?

 

 

La nascita della linguistica

Quando è nata la linguistica, nel corso dell’800, gli studiosi di questa disciplina erano ossessionati dall’idea di scoprire i legami di parentela tra le lingue del mondo, ricostruire la loro evoluzione attraverso i secoli e soprattutto, in questo modo, risalire all’origine della lingua.

 

La linguistica nasce come linguistica storica: disciplina che studia l’evoluzione della lingua (o delle lingue) nel tempo, alla ricerca di un ideale punto di origine e di leggi che spiegassero il mutamento linguistico.

 

L’Ottocento, infatti, è stato un secolo caratterizzato dalle scoperte scientifiche, in particolare dall’evoluzionismo di Darwin, per cui era diffusa in tutti i campi del sapere – anche nella neonata linguistica – l’idea che ogni fenomeno naturale fosse spiegabile attraverso delle leggi fisse.

 

Anche le lingue erano considerate fenomeni naturali, al pari di organismi dotati di una vita propria. Dagli studi naturalistici dell’800 deriva anche l’idea avanzata dal linguista tedesco August Schleicher che le lingue indoeuropee non fossero altro che diramazioni sviluppatesi nel tempo a partire da una sola lingua madre, formando un vero e proprio albero delle lingue.

 

 

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La ricerca di una “lingua madre”

I primi linguisti, che spesso erano filosofi, filologi, a volte anche diplomatici e botanici – uomini eruditi che parlavano diverse lingue – rimasero molto colpiti dalla scoperta della lingua sanscrita, più antica del latino e del greco e conosciuta in Europa solo nel corso del 19° secolo grazie alla circolazione di informazioni, nel vecchio continente, sull’India – allora colonia dell’Impero Britannico.

 

Paragonando lunghi elenchi di parole di lingue diverse, si resero conto che era possibile rintracciare una radice comune che sembrava rintracciabile nel sanscrito, considerata dai primi linguisti la lingua madre di tutte le altre, nonché lingua perfetta, risalente al 2000 a.C.

 

Ad esempio, la parola italiana “fratello” ha come equivalente in altre lingue:

  • Frater in latino
  • Phrater (= confratello) in greco antico
  • Broθar in gotico, da cui derivano l’inglese brother e il tedesco Bruder

La forma sanscrita con lo stesso significato è bhrā́tā

 

Dopo aver effettuato moltissimi paragoni con numerosissime parole di queste lingue, i linguisti ottecenteschi individuarono dei fenomeni ricorrenti che spiegavano perché ci fossero parole così simili in lingue così apparentemente diverse. Si riconobbe, ad esempio, che in moltissimi casi in cui il sanscrito diceva bh, in greco e latino era possibile trovare ph o f (come nell’esempio di fratello).

 

sanscrito lingue indoeuropee

 

Poco a poco si superò l’idea che il sanscrito fosse la lingua madre e si tentò di ricostruire una lingua ancora più antica, preistorica, di cui non esistono tracce scritte. Questa lingua si chiama protoindoeuropeo ed è una ricostruzione puramente teorica.

 

Le leggi fonetiche che ricostruiscono e provano i legami di parentela tra le lingue indoeuropee sono molto complesse e richiedono uno studio approfondito. Se sei curioso di scoprire altri esempi, però, puoi controllare questa pagina dedicata alle radici protoindoeuropee.

 

 

Per approfondire l’argomento lingue indoeuropee:

 

(Video sottotitolato in italiano)

 

 

Di: Carolina Bonsignori

 

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