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Erasmus da fidanzati: solo l’amore vero sopravviverà

Redazione

Non è sempre facile partire per l’Erasmus da fidanzati: la mancanza, le gelosie e le tentazioni rendono sempre le cose più difficili… Ma potrebbero anche farci capire cosa vogliamo davvero. 

 

Riceviamo da una nostra lettrice (che ci chiede di rimanere anonima) e pubblichiamo


 

 

Un anno fa partii per l’erasmus, fidanzata da quattro mesi. Niente di che, ma i pianti il giorno prima della partenza sembravano quelli dell’addio di chi va in guerra.

 

In Erasmus conosco lui, B., spagnolo, bello, intelligente, simpatico, dolce, maturo e divertente. Il ragazzo perfetto. Provo a resistergli ma niente, ci caschiamo entrambi, mezzi ubriachi, in discoteca, ci diamo uno di quei baci che durano ore e fanno sparire il mondo attorno.

 

Quando ci stacchiamo i nostri amici sono spariti. Finiamo a letto insieme, ma io non lo lascio nemmeno dormire nel mio letto. Ho un fidanzato e la cosa è stata un errore, penso.

 

 

Il giorno dopo litigo su Skype con il mio fidanzato, possessivo, precipitoso e permaloso. È arrabbiato perché sono andata a ballare. Ovviamente non gli dico niente, è stata una debolezza, una cavolata, non volevo ferirlo per aver fatto un errore da ubriaca.

 

La nostra relazione stava già andando così così, lui sognava una casa insieme e dei figli dopo il mio Erasmus (era cinque anni più grande di me), io di viaggiare e vedere il mondo (a 23 anni ero allergica alla parola figli e tutt’ora non è che abbia molto cambiato idea).

 

B quella sera si accorge del mio umore e mi consola. Inutile dire che finiamo a letto insieme di nuovo.

 

Dopo qualche tempo, il mio ragazzo mi viene a trovare. Io mi sentivo in colpa per la cazzata fatta, ma al contempo le litigate per sta storia della bella famigliola felice erano aumentate tanto che appena sceso dall’aereo mi manda a quel paese per non avergli augurato buon viaggio.

 

Quella sera lo faccio conoscere ai miei amici.

 

 

Non è mai stato una persona molto aperta, ma quella sera si comportò come un vero maleducato, trattandomi male tutto il tempo. Tornati a casa dopo una festa litighiamo di nuovo e lui sbotta.

 

Mi spinge e mi strattona e comincia ad urlarmi improperi contro. Dice che lo disgusto perché bevo e mi diverto ad uscire. Io sono paralizzata, piango e non parlo.Va avanti così per una settimana, lui che mi urla, insulta e strattona e io che piango. Poi si scusa, mi abbraccia e pretende di fare l’amore.

 

Alla fine della settimana parlo con B e lui mi dà la forza di reagire. Chiudo con il mio ragazzo che se ne torna in Italia addossandomi la colpa di tutto. L’ho deluso.

 

Lui sognava la casetta in Canada e io ero la stronza che, ubriaca dell’Erasmus, ha distrutto tutto. Mi disse che una volta “passata la sbronza” sarei andata a cercarlo, perché solo lui era la vita vera.

 

Francamente, non mi manca. Oggi è passato quasi un anno da quella settimana infernale. Io sono tornata dall’erasmus e mi sono trasferita dalla mia città natale per finire la specialistica.

 

Io e B abbiamo passato un anno stupendo insieme e un’estate ancora migliore in Spagna. Lui tra due mesi viene a trovarmi. È quasi un anno che stiamo insieme e progettiamo un mio nuovo Erasmus di sei mesi in Spagna e un suo di sei mesi in Italia subito dopo.

 

Non è geloso né possessivo, mi incoraggia ad uscire e a fare nuove amicizie nella città nuova, si interessa di chiedermi come è andata la giornata e, se sono stressata o arrabbiata, mi ascolta, mi lascia sfogare e poi mi calma e consiglia, senza pretendere mai nulla.

 

E la cosa che mi fa impazzire di più, è che ora ci possiamo dire “ti amo” in quattro lingue diverse…

 

 

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