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Un Ragazzo Con La Ragazza Erasmus. La storia di Lorenzo

Redazione

Un Ragazzo Con La Ragazza Erasmus. La storia di Lorenzo

 

Dedicato a chiunque abbia avuto a che fare con un’esperienza Erasmus ed ha avuto un minimo bisogno di sentirsi dire due parole, a chiunque si sia trovato nella situazione di dire: “Io sono innamorato e mi fido di questa persona, però ho paura per questi motivi”, ma soprattutto a TE, se stai per affrontare o stai affrontando ora quest’avventura.

Ti prego di avere un po’ di pazienza e leggere col cuore, più che con la mente, queste mie parole.

 

 

Intro

Chiunque si sia trovato a svolgere questo ruolo avrà dovuto affrontare gli stessi pensieri, le stesse parole di auto-convinzione, le stesse emozioni iniziali.
Io, sono qui per raccontarti la “mia”, “nostra” storia, il mio punto di vista, le mie emozioni, i miei sentimenti.

Il contesto per noi era questo: 2 ragazzi, ventenni, innamorati e impegnati, da circa 1 anno, in una relazione dove la Fiducia (con un’ F maiuscola voluta) è considerata l’ Archè dell’amore, l’origine, senza cui null’altro potrebbe esistere.

 

Nota n°1, da smartphone – L’ultimo saluto:

L’ultimo saluto partiva dalla gola.

La saliva scendeva a fatica, per quel nodo d’emozione. 
Poi dagli occhi, lucidi.

Dalle labbra tremolanti, bagnate dal suo bacio, nel sospiro decisivo.
Infine le elettriche punta delle dita. Quelle dita che continuavano ad allungarsi per non lasciarla mai.
ERASMUS. Così, iniziò.

 

 

Lei era pronta, con un enorme sorriso pinto in faccia. Mezza casa in quelle due, tre valige. E la vedo andare, impavida e tenace.
Cominciano a passare i secondi, i minuti, le ore, e le mie mani e i miei occhi divengono sempre più nervosi e compulsivi, in attesa di un suo messaggio. È probabilmente la consapevolezza della distanza che si fa conoscere, e si manifesterà palesemente, il giorno dopo.

 

Sono un ragazzo geloso, un ragazzo affettuoso, un ragazzo romantico, di buone maniere.
Sono un ragazzo che, nonostante tutto, ha ancora paura delle proprie qualità, perché sa quanto, nella loro bellezza e purezza, esse sono proprio le più bersagliate tra le relazioni d’oggi. Le stesse qualità le attribuisco alla mia lei, stupenda, raggiante e con carattere.

 

 

È qui che i miei pensieri, nella notte passata insonne, vanno indietro, ai tempi non vissuti. Chi non ha mai visto vecchi film con le partenze in treno, le stazioni affollate, il fazzolettino bianco, le lacrime agli occhi, le rincorse singhiozzate​?

Capolavori di lettere, foto in bianco e nero e che dire delle dediche, dove solo guardando in alto, il cielo, con le stelle si fanno Hermês di quest’amore denso e vero. Dulcis in fundo i ritorni super attesi, baci, abbracci e il nuovo inizio. È ciò che desideriamo, un’esperienza ideale: concreta, realizzata, condivisa e forgiante.

 

 

Forse ti chiedi cosa possano c’entrare questi pensieri con un viaggio Erasmus… Cosa possano centrare questi con l’essere un ragazzo affettuoso e romantico.

Oggi il treno è spesso un aereo, la stazione un aeroporto, il fazzolettino un messaggio WhatsApp. Le lacrime agli occhi e le rincorse non hanno più lo stesso valore, senza contare che non si può procedere oltre la “saletta aeroportuale” adibita ai saluti, oltre la quale, appunto, si procede solamente per i controlli e il successivo imbarco.

 

È una realtà che le lacrime non cadono più sul dorso delle nostre stesse mani. Esse vengono bloccate, schermate dai telefonini. Il romanticismo sembra spento e io non mi ci vedo dentro. Non voglio che per me l’amore sia così. Per questo ti voglio parlare in modo critico di quanto sta accadendo alla nostra generazione.

 

 

La Fiducia. Abbiamo posto in essa l’origine, la condizione senza la quale nulla potrebbe essere. Beh le care, vecchie, commoventi, dolci lettere non esistono più purtroppo. Niente carta ingiallita, invecchiata, francobollata o cerata.

Sono subentrati i messaggi, quei messaggi che, se inviati con troppa frequenza, rischiano di diventare stressanti e se non vengono inviati con frequenza, mostrano all’altro un disinteresse. Quanta attenzione in più per un solo gesto di affetto.

 

Non esistono più l’attesa e la sorpresa o comunque queste possono, in molti casi, risultare più una mancanza di rispetto che non un tenero gesto. E le foto? Anche quelle ormai non sono più una o due foto mandate in allegato alla famosa lettera. Abbiamo la possibilità di farne a migliaia, perché limitarci a mandarne una ogni tanto? Siamo voraci, ne abbiamo tanto bisogno, troppo bisogno!

 

 

Perché questa è anche l’era dello stalking. Dobbiamo controllare più cose possibile della vita dell’altro, appunto tramite le foto, i social, e alla fine chi è il più stalker è quello che ha un po’ di più il coltello dalla parte del manico… O forse è quello che diventerà il best olympic champion of “pippe mentali”! A libera interpretazione.

E ciò che riceveremo dalla nostra amata persona, non sarà più la foto semplice, affettuosa e dedicata. Avremo selfie molesti e stories.

 

Non è una novità che la gran parte delle foto condivise dalla nostra lei in Erasmus rappresentino appunto le serate in discoteca, i gin tonic e le scampagnate notturne con andamento obliquo/trasversale per le strade sconosciute, in compagnia delle nuove amicizie.

 

 

Autore: Lorenzo Brollo

 

 

Per continuare a leggere l’articolo clicca su: Un Ragazzo Con La Ragazza Erasmus parte 2 

 

 

 

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