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Tradizioni Giapponesi: usanze di un paese tra passato e modernità

Redazione

Due grandi religioni influenzano la cultura e tradizioni giapponesi: il buddismo e lo shintoismo. Lo shintoismo è praticato in Giappone da oltre 2000 anni.

Poiché lo shintoismo ha molto a che fare con i riti annuali, molti giapponesi non la considerano una religione ma piuttosto un modo per celebrare molte delle tradizioni giapponesi.

Per questo motivo, il buddismo può essere praticato accanto alle usanze shintoiste senza problemi.


Oltre alle tradizioni giapponesi legate alla religione ce ne sono però anche altre che si sono affermate in tempi più recenti, ma che sono diventate parte della vita quotidiana di tutti i giapponesi.



Ecco una raccolta di 10 tradizioni giapponesi tra passato e modernità!



1. Obon

tradizioni giapponesi Obon


Obon è una delle tradizioni giapponesi che si tengono in piena estate per onorare gli antenati. Nel buddismo si crede che gli spiriti degli antenati tornino a visitare la loro famiglia una volta all’anno durante questo periodo.

Le persone puliscono le lapidi di famiglia e gli altari domestici, offrono fiori e cibo agli antenati e fanno cantare preghiere da un monaco per i loro antenati.



Si tiene un festival vivace nei templi con musica e balli. Molte persone, in particolare le donne, indossano kimono estivi chiamati “yukata“.

C’è un palco dove ci sono persone che suonano i tamburi e i ballerini. Tutti i balli sono semplici e ripetitivi, quindi chiunque può partecipare semplicemente copiando le persone che li circondano.



2. Koyo


Essendo una terra di montagne e foreste, il koyo è un’ottima scusa per uscire dalla città e godersi la bellezza della natura in tutto il Giappone. Le foreste di acero giapponese si dipingono di giallo e arancione durante l’autunno, e le foglie di questo albero sono tradizionalmente considerate simbolo dell’autunno in Giappone.




La gente del posto e i viaggiatori possono apprezzare i magnifici colori delle foreste ovunque nel paese, che ha protetto gelosamente l’ecosistema del suo territorio.

Alcuni dei luoghi più panoramici sono gli Shirakaba Highlands a Nagano, le cascate Ryuzu a Nikko e il Mitake Canyon a Tokyo, che attraggono migliaia di turisti ogni anno durante questo periodo.



3. Tradizioni giapponesi: Inchinarsi


In Giappone, le persone si salutano inchinandosi a vicenda. Un inchino può variare da un piccolo cenno della testa a uno più vistoso. Un inchino più profondo indica un rispetto per il ruolo dell’altro mentre un piccolo cenno del capo è più disinvolto e informale.



L’inchino non serve solo per salutare, ma anche per ringraziare, scusarsi, fare una richiesta o chiedere un favore a qualcuno. La maggior parte dei giapponesi non si aspetta che gli stranieri conoscano la corretta etichetta dell’inchino. Di solito dagli stranieri ci si aspetta una combinazione di un inchino e una stretta di mano.



4. Fukusasa



Il Giappone ha molte tradizioni divertenti, superstizioni e rituali che circondano la fortuna, dagli amuleti del santuario fortunato (omamori) alle statue dei gatti fortunati (maneki neko).



I fukusasa sono rami di bambù decorati con ninnoli portafortuna e ornamenti realizzati dalle miko (fanciulle del santuario). Di solito sono venduti nel periodo di gennaio presso i santuari dedicati a Ebassen, il dio shintoista della prosperità e degli affari.

Gli imprenditori giapponesi li acquistano nella speranza di attirare la fortuna per le loro aziende per il resto dell’anno.



5. Hatsu Miyamairi


Hatsu Miyamairi, o Omiyamairi, che significa “visita al santuario”, è una preziosa tradizione di famiglia per i cari di un neonato, il quale viene portato in un santuario shintoista per questo speciale rito di passaggio.



Tradizionalmente eseguita 31 giorni dopo la nascita di un maschio e 33 giorni dopo la nascita di una femmina, questa tradizione shintoista giapponese ha la funzione di esprimere gratitudine per la nascita del bambino.

I bambini sono vestiti con un kimono bianco o un vestito bianco speciale e sono spesso portati al tempio dalla nonna. Il sacerdote del santuario recita in questa occasione una preghiera per la salute e la felicità del neonato.



6. Tradizioni giapponesi: Seijin No Hi

Tradizioni giapponesi Seijin No Hi


Seijin No Hi è un altro rito di passaggio nella cultura giapponese. Accoglie nell’età adulta coloro che hanno compiuto 20 anni e si tiene ogni anno il secondo lunedì di gennaio. E’ il rito che certifica l’ingresso nel mondo degli adulti.


Il Seijin No Hi è praticato in Giappone dal 714 d.C., quando un giovane principe si vestì con abiti nuovi e cambiò acconciatura per riflettere il suo passaggio all’età adulta.

In questo giorno di celebrazione, i nuovi adulti si riuniscono e si divertono con i discorsi di incoraggiamento pronunciati dai funzionari governativi.



7. Kanreki


In molte culture, le persone non vedono l’invecchiamento come qualcosa da celebrare. In Giappone, invece, compiere 60 anni è un momento di festa!

Kanreki significa “ritorno” e “calendario”, come nel ritorno al ciclo iniziale; una persona che compie 60 anni ha quindi completato un ciclo nei calendari tradizionali.


Per celebrare kanreki, l’uomo e/o la donna celebrante si vestono con un gilet e un cappello rossi vibranti e si siedono su un cuscino rosso e riceve un ventaglio bianco.

Cibo, regali e decorazioni hanno tutti il ​​tema del colore rosso per rafforzare la speranza che la persona che compie gli anni abbia una vita lunga e sana in una “seconda infanzia”.



8. Daruma

Tradizioni giapponesi daruma


Le tradizionali bambole Daruma sono modellate sulla figura del Bodhidharma, il monaco leggendario che fondò il buddismo Zen. Sono in genere figure semplici e arrotondate con abiti rossi dipinti, ma ogni artista è libero di prendersi delle libertà nel pitturarle.




La bambola Daruma serve ad esprimere dei desideri. Quando si comprano, gli occhi delle bambole sono vuoti.

Si dipinge un occhio quando si esprime un desiderio. Se e quando il desiderio si avvera, si riempie anche il secondo occhio per completare la coppia.



9. Tradizioni giapponesi moderne: Bonenkai



Nelle settimane che precedono la vigilia di Capodanno, molte persone sono impegnate con le celebrazioni del bonenkai o “festa per dimenticare l’anno”. E’ tradizione che le aziende giapponesi organizzino queste celebrazioni per i propri dipendenti, ma anche gli amici si riuniscono per bonenkai.



Dicembre in Giappone è un periodo dell’anno così intenso per le feste che presso i ristoranti può essere difficile ottenere una prenotazione.



10. KFC per Natale

KFC in Japan


Mangiare KFC il giorno di Natale è una delle ultime tradizioni giapponesi che si sono sviluppate dagli anni ’70. Fu allora che la compagnia uscì con il loro slogan “Kentucky for Christmas” per attirare clienti, giocando sul fatto che la mascotte del colonnello Sanders avesse l’abito rosso come Babbo Natale.



Dal momento che il tacchino è piuttosto raro al di fuori del Nord America, il pollo è un facile sostituto, e l’abitudine è rimasta diventando una vera e propria tradizione.

Ogni anno le persone in tutto il Giappone continuano ancora oggi a fare la fila per il loro KFC di Natale.




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