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Siviglia città Erasmus – #Europainvaligia

Redazione

Siviglia città Erasmus  – #Europainvaligia

 

 

Ho avuto la grande fortuna di conoscerla e di viverci, vincendo una borsa di studio Erasmus, durante il mio percorso di specialistica di Lingue e Letterature Straniere. Per gioco inviai la domanda, non pensavo assolutamente di farcela e quando mi giunse la buona novella che ero risultata beneficiaria, stentai a crederci e ad accettare, in un primo momento.

 

Tanta era la paura di mollare tutto, perché, per quanto fossi avvezza a viaggiare e a salire e scendere da un aereo con la facilità con cui si scende da un autobus, non l’avevo mai fatto per lunghi periodi; e sei mesi mi sembravano davvero tanti… E invece poi, una volta lì, mi innamorai perdutamente! Non volevo più lasciarla e decisi di restarci per un anno…

 

E, nella follia, fu la scelta più saggia!

 

Al di là delle innumerevoli faccende burocratiche da sbrigare, uno dei primi scogli in cui si imbatte una studentessa Erasmus è quello di cercare casa. Zainetto in spalla, sotto il sole torrido di inizio Settembre (40° gradi all’ombra) incominciai ad andare su e giù per la città a staccare dai pali bigliettini di annunci con su scritto: “Se alquila piso/ Se alquila habitación” e poi via con le telefonate per concordare incontri e sopralluoghi.

 

Ma fin da subito non mi sono mai sentita sola… Siviglia è come una mamma che ti abbraccia, e non ti fa sentire mai solo.

 

Credo che non ci sia nulla nell’Europa occidentale di più esotico di Siviglia. L’elegante capitale dell’Andalusia rappresenta bene tutti gli stereotipi della Spagna: i tori, le tapas, il vino, la birra, la gente allegra che ama le feste. Solo che a Siviglia queste non sono invenzioni fatte apposta per attirare turisti, ma l’anima stessa di un popolo che ama vivere così.

 

Ovviamente, questi non sono i soli motivi per cui è giusto visitare la capitale andalusa. Tra le viuzze strette e i quartieri aristocratici dai cortili silenziosi, Siviglia nasconde un patrimonio monumentale di grande valore, formato da edifici maestosi, chiese imponenti e palazzi in stile arabo.

 

 

La vita di Siviglia si svolge intorno al Guadalquivir, presenza importante ma quasi nascosta, fiume placido che taglia la città in due e che da sempre ha segnato la vita di Siviglia: grazie a questo fiume, Siviglia divenne il punto di incontro per i commerci fiorenti nel periodo della scoperta dell’America. Ad oggi, è l’unico porto fluviale della Spagna.

 

Non si può introdurre una città come Siviglia senza fare riferimento alla lunga presenza dei musulmani che vi hanno lasciato delle tracce indelebili della loro cultura. Dopo la Riconquista cattolica, si è fatto di tutto per cancellare questi simboli di presenza “infedele”, ma sono rimasti comunque evidenti.

 

Gli esempi più rilevanti sono la Giralda, minareto di una moschea e torre simbolo della città, e la Cattedrale, edificata su quella che era la più grande Moschea della città.

 

Con oltre settecento mila abitanti, bagnata dal fiume Guadalquivir e poco distante da mare, Siviglia è una città animata da antiche tradizioni e ospitale come poche altre al mondo. Colpisce subito per la sua atmosfera sensuale e spensierata, che inebria anche il turista più distratto.

 

Siviglia è l’energia della storia, della musica e dell’arte, movimentata ed ancora fanciulla, che s’intreccia e s’incunea ancora oggi nel dedalo di stradine e piazze dei quartieri più caratteristici. Due storie e due anime, quella moresca e quella cristiana, che oggi si uniscono in una città scelta dall’Unesco per ospitare un grande patrimonio storico-culturale.

 

Sono i quartieri come Barrio Santa Cruz e Triana che rappresentano al meglio l’Andalusia, regione autonoma della Spagna di cui Siviglia è capitale. In entrambi i quartieri, tradizione e innovazione intrecciano ed uniscono la continuità del passato con il futuro.

 

A colpire è la passione che vi si respira, quasi come se ogni casa, ponte e strada abbiano un cuore che batte all’unisono con il grande fiume. La storia di questi luoghi si esprime in particolare con la vitalità della gente, i sevillanos, giovani ed anziani che sono riusciti a sperimentare un linguaggio creativo capace di raccontare le loro tradizioni al mondo intero.

 

L’esplorazione della città parte proprio dal Guadalquivir: “O gran rìo, gran rey de Andalusia, de arenas nobles, ya que no doradas!“, diceva Luis Gongora, uno dei massimi esponenti della letteratura spagnola. Ai movimenti del fiume rispondono quelli del flamenco, pura energia e passione di musica e danza (anch’esso patrimonio dell’UNESCO dal 2010).

 

Se Siviglia è l’anima dell’Andalusia, il flamenco è la sua colonna sonora.

 

 

In contrasto ai movimenti decisi del ballo, rispondono giornate che iniziano lente e che per questo sembrano avere a disposizione più ore da vivere. Siviglia “tiene un color especial”, con le imponenti testimonianze del suo passato, il suo presente frizzante, gli aromi, i suoni e gli scorci da favola vi conquisterà il cuore, statene certi!

 

Il periodo migliore per visitarla è la primavera, con gli alberi d’arancio in fiore che profumano la città. Fantastica la Pasqua con le processioni della Semana Santa, i nazarenos, le donne con i costumi tradizionali e i bambini elegantissimi, per non parlare della Feria de Abril, il periodo in cui tutti, ma proprio tutti dai più grandi ai più piccini, travestiti per l’occasione, sfilano per la città a tutte le ore.

 

Per tutta una settimana, Siviglia vive in funzione di questa festa. La musica, la gastronomia, il ballo e la voglia di divertirsi danno vita a un ambiente molto speciale. La Feria de Abril è una delle feste più internazionali e popolari di Siviglia.

 

Nacque nel 1847 come fiera del bestiame, ma con il tempo il carattere allegro dell’evento si impose sulla parte commerciale, fino a convertirsi in un appuntamento assolutamente imprescindibile per i sivigliani. Durante la settimana, le più di mille casetas (casette fieristiche) installate all’interno dell’area della fiera, diventano la seconda casa degli abitanti di Siviglia, uno spazio dove stare insieme e divertirsi fino alle prime luci dell’alba.

 

Ufficialmente la festa incomincia il lunedì a mezzanotte con la prova delle luci, la prueba del alumbrado, durante la quale si accendono le migliaia di lampadine colorate della zona della fiera e l’ingresso principale, che è alto quasi 50 metri e che cambia ogni anno.

 

All’interno delle casetas, le caratteristiche casette fieristiche, è dove si vive la fiera. Formate da vari soci, sono uno spazio familiare nel quale accogliere amici, parenti e invitati con i prodotti tipici della terra, bere vino, cantare, chiacchierare e, ovviamente, ballare la Sevillana (ballo tipico dell’Andalusia).

 

 

Lo stesso ambiente, accogliente e allegro, si presenta anche all’esterno: la gente balla per la strada e il carattere aperto dei sivigliani invita chiunque a unirsi alla festa. Non bisogna dimenticare che la maggior parte delle casetas sono private e che è possibile accedervi solo su invito di un socio o di un conoscente.

 

Tuttavia, ne esistono anche di pubbliche e con ingresso libero. Presso l’ufficio informazioni, all’ingresso della fiera, è possibile informarsi sulle casetas. Durante la festa la gente è vestita con gli abiti tipici dell’Andalusia: gli uomini indossano indumenti campestri tradizionali, mentre le donne il vestito da Flamenco o da gitana.

 

Durante il giorno, la fiera si riempie di amazzoni, cavallerizzi e carrozze riccamente decorate per la cosiddetta “passeggiata dei cavalli”, alla quale è possibile partecipare noleggiando un calesse con conducente del servizio regolare.

 

Di fianco all’area della fiera si trova invece la Strada dell’Infierno, zona ludica molto allegra e con diverse attrazioni per bambini e per adulti, oltre a varie bancarelle in cui sorseggiare una bibita o farsi uno spuntino.

 

Un altro elemento tipico della fiera sono i tori: tutti i pomeriggi, la gente si reca presso l’Arena della Maestranza per assistere alla corrida (i biglietti e gli abbonamenti possono essere acquistati in anticipo telefonando o attraverso la pagina web dell’arena). E, dopo una settimana di divertimento, la domenica a mezzanotte un impressionante spettacolo di fuochi d’artificio chiude la Feria de Abril.

 

Che dire… Nella mia Siviglia mai si sbadiglia!

 

 

 

 

 

Foto e testo di: Pamela Orlacchio

 

 


 

 

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