Magazine

Rimaniamo uniti e facciamo la nostra parte: oggi a casa, domani in Europa!

Redazione

La scorsa settimana abbiamo aperto una parentesi per riflettere brevemente sul mondo Erasmus+ durante la pandemia Covid19.

 

In soli 7 giorni abbiamo assistito, purtroppo, a una propagazione molto rapida del virus su scala europea, trend che ha spinto i Paesi comunitari ad adottare misure super stringenti come quelle lanciate in Italia neanche due settimane fa.

 

Ci teniamo anche a sottolineare come dopo un momento di grave incertezza, anche le istituzioni europee hanno preso in mano la situazione d’emergenza preparando un piano di sostegno alle economie dell’Unione così da fronteggiare, nei limiti delle competenze a disposizione della comunità europea, il grave impatto di questo periodo di lock-down.

 

Dal canto nostro anche la solidarietà cinese, attraverso il supporto fornito con materiale sanitario e consulenti medici atterrati nel nostro Paese, potrebbe offrire quelle risorse che faranno la differenza nelle settimane a venire.

 

Recup a parte, noi non siamo medici, non siamo virologi e non abbiamo incarichi istituzionali. Ci occupiamo di mobilità europea e ne siamo orgogliosi. Creiamo progetti internazionali che offrono a milioni di giovani europei l’opportunità di conoscere meglio sé stessi e il mondo che li circonda.

 

Mettono in condizione questi giovani uomini e queste giovani donne di moltiplicare il loro potenziale e portare nelle loro comunità nuovi stimoli, nuove conoscenze e nuovi sogni per il futuro.

 

L’essenza di una partecipazione giovanile arricchita dal confronto interculturale che il mondo Erasmus si porta dietro da decenni.

Eppure questo non è il periodo giusto per realizzare progetti europei.

Questo è il momento di restare a casa, sperare in un vaccino che fermi la pandemia Coronavirus, ringraziare i medici, gli infermieri e tutto il sistema Italia che sta combattendo per le nostra comunità.

 

Anche nel nostro piccolo però, abbiamo lavorato in questi giorni per offrire indicazioni utili a quei giovani bloccati in un altro Paese, perché partiti come volontari europei grazie al Corpo Europeo di Solidarietà, o rimasti esclusi da un’esperienza di mobilità nel momento dell’outbreak del virus e sostituiti in barba al buon senso dalle organizzazioni estere coordinatrici dei progetti in questione.

 

Come network Europiamo, un vitale ponte tra istituzioni, giovani ambasciatori europei e le realtà che operano nel settore, abbiamo deciso di raccogliere le vostre testimonianze, criticità’ e problematiche che giorno dopo giorno emergevano nelle mobilità europee per garantire, insieme alle autorità competenti, un supporto il più possibile concreto e tempestivo.

 

 

Tra le diverse segnalazioni che abbiamo raccolto, ne trovate alcune di seguito:

Al momento mi trovo a Costanza ( Germania) . È stato annullato il programma che mi permetteva di capire come avrei potuto organizzare il mio Learning Agreement e l’inizio del semestre estivo è stato posticipato al 20 Aprile

 

Sto lavorando in una casa di cura con persone con varie disabilità (anche gravi). Sono vietate al momento visite da parte di persone esterne, ma lo staff che viene da fuori non è soggetto a nessun controllo della temperatura o altro.

 

Ho deciso di congelare il progetto perché la mia famiglia era preoccupata e perché stavano chiudendo tutte le frontiere fino a data da destinarsi!

 

Sto tornando in Sicilia in treno, dopo essermi visto cancellare diverse tratte per ritornare in Italia.

 

Ho ricevuto molto supporto dalla mia sending organisation. La mia hosting al momento non si pronuncia e aspetta direttive dall’alto.

 

Capisco che la situazione non sia così grave, però sto valutando se mi convenga tornare in Italia, non saprei neanche bene come, perché il sistema sanitario qui è molto carente. Quasi tutte le cliniche sono private, perciò c’è carenza di posti letto e spazi ospedalieri.

 

Devo pagare un mese di affitto al dormitorio per una stanza di cui non usufruirò per il rinvio del semestre e non lo ritengo giusto, non so a chi rivolgermi

 

 

Sono tante le chiavi di volta e certamente tante sono e saranno le preoccupazioni che attanaglieranno i giovani che si trovano lontano da casa durante queste complicate settimane.

 

In questo momento fate il possibile per rimanere a casa, uscite solo per reali e comprovate necessità e mantenete attivi i contatti con le Agenzie Nazionali, le organizzazioni di riferimento, il vostro ateneo e le autorità locali e nazionali.

 

Noi rimaniamo a disposizione, per qualsiasi cosa ci potete contattare a info@europiamo.org e miraccomando, #staysafe!

 

 

Alcuni contatti utili:

 

  • Unità di Crisi del Ministero degli Esteri (per gli italiani al momento fuori dai confini nazionali), contattaci al numero +39 0636225

 

 

coronavirus info

 

  • 
  •