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Quello che possiamo fare: come reagire al Coronavirus

restare positivi
Redazione

Il nuovo coronavirus ha sconvolto le nostre vite e segnato l’epoca in cui viviamo. Probabilmente, sui libri di storia del futuro, ci sarà posto anche per narrare l’avvento di questa pandemia, le sue cause e le sue conseguenze.

 

 

 

 

È quello che avviene oggi quando parliamo della peste del Decamerone o dei Promessi Sposi, o dell’influenza spagnola del Novecento. I fatti, quelli passati come quelli odierni, sono terribili; ma ogni realtà può essere vista da diverse prospettive e angolazioni, trovando anche della luce in mezzo all’oscurità più generale.

 

Siamo vicini agli ammalati e alle persone più vulnerabili; ai parenti degli ospedalizzati e delle vittime; alle forze mediche e sanitarie che stanno combattendo questa crisi con ogni mezzo a disposizione; ai lavoratori e alle imprese che intravedono un futuro incerto.

 

 

Siamo vicini, però, anche a chi sta bene e si trova a casa, nel rispetto delle direttive nazionali e dei suoi concittadini, e vogliamo che queste persone, i nostri lettori, si sentano bene e mantengano la calma e il buon umore.

 

Non vogliamo sminuire la situazione, ma dal momento che ci troviamo obbligati a viverla c’è solo una cosa che possiamo fare: viverla al meglio. Restare positivi e mantenere la nostra salute mentale – oltre che fisica.

 

Eccoci qui, dunque, a ragionare insieme sul perché questo virus, il cui arrivo non avremmo mai potuto controllare, è  arrivato, tutto sommato, in un “buon momento”.

 

 

Il progresso scientifico

 

Cominciamo dalla scienza: è praticamente scontato dire che, rispetto al passato, oggi siamo molto più preparati a gestire una pandemia.

 

Certo, le dinamiche attuali ci dicono che dovremo fare ancora molto per migliorare la risposta sanitaria in caso di emergenza, ma la collaborazione a livello internazionale e la velocità con cui siamo stati in grado di isolare il virus e iniziare una ricerca per vaccini e terapie efficaci è un altro fattore da tenere in alta considerazione.

 

Pensiamo, ad esempio, al virus dell’HIV: nel 1981 vennero descritti i primi casi di AIDS e ci vollero più di due anni per identificare il virus alla base della malattia, mentre oggi il Covid-19 è stato identificato in 7 giorni.

 

I progressi in campo medico e scientifico, così come la possibilità di scambiare informazioni tra specialisti a livello globale in pochissimo tempo, sono dalla nostra parte.

 

 

La quarantena nel 2020

siti gratis coronavirus

 

Passiamo alla quarantena e all’isolamento: riuscite a immaginare una quarantena prima di internet? Molti lavoratori (anche se non tutti) possono continuare a lavorare da casa, le scuole e le università possono erogare lezioni anche a distanza, i siti internet ci offrono migliaia di opportunità per tenerci impegnati: dallo streaming alla lettura, dai corsi di yoga e fitness ai video-concerti, dalle dirette delle star su instagram ai musei virtuali.

 

La conoscenza è diventata gratuita: migliaia di libri (da quelli di Cambridge a quelli dell’UNESCO) sono disponibili gratuitamente online e numerosissimi corsi di formazione sono diventati accessibili a costo zero o in super offerta (anche corsi di famose università americane).

 

La solidarietà digitale ha fatto tutto questo. Ma anche se non ci fosse stata, avremmo avuto i normali servizi di streaming e di acquisti online, utilissimi in questo periodo per qualsiasi tipo di bene.

 

skype chiamata

 

Per non parlare delle app per videochiamate: da Whatsapp a Skype, a Zoom, Houseparty, Hangout e altri ancora. Non siamo mai stati così vicini nella lontananza.

 

Forse chi è all’estero ha finalmente trovato il tempo di chiamare i suoi amici in Italia per sapere come vanno le cose; gli aperitivi in compagnia si possono organizzare con un bicchiere di vino e patatine davanti a una webcam…

 

 

Una situazione difficile 

donna triste

Photo by Shane on Unsplash

 

La situazione è difficile per tutti, per alcuni più che per altri. Ci sono ancora tanti problemi. I meno gravi riguardano le connessioni a internet poco prestanti e il rallentamento dei servizi – anche online – a causa dell’aumento della domanda.

 

I più gravi riguardano i posti letto in ospedale, la carenza di medici e di attrezzature adeguate. Lo sappiamo e non vogliamo fingere che tutto questo non esista, ma in tutto questo caos possiamo comunque guardare al lato positivo.

 

 

Quello che possiamo fare

never give up

Photo by Kristopher Roller on Unsplash

 

Possiamo ritrovare del tempo per noi stessi e per i nostri cari che vivono con noi (ma anche per quelli lontani: sicuramente ora abbiamo tutti un motivo in più per telefonarci!).

 

Possiamo lavorare online e mostrare ai datori di lavoro che questa possibilità non diminuisce necessariamente la produttività – e magari alla fine di tutto questo avremo la libertà di lavorare da casa almeno un giorno a settimana.

 

Possiamo imparare a usare nuove piattaforme e strumenti per erogare servizi online, incentivando la modernizzazione e la digitalizzazione di scuole, università e amministrazione pubblica.

 

Possiamo scoprire quali carenze e lacune ha il nostro sistema pubblico e sanitario per migliorarlo in vista degli anni a venire.

 

Possiamo ritrovare quello spirito di unione e solidarietà che forse avevamo dimenticato.

 

solidarietà

 

Possiamo sorridere vedendo i canali di Venezia tornare cristallini.

 

Possiamo imparare a non dare per scontate anche le cose più piccole; ed essere più grati per ogni minima libertà.

 

La stessa libertà che ci permette di viaggiare e attraversare le frontiere, di scoprire il mondo e gli uomini che lo abitano, come piace fare a noi di Scambieuropei. E anche se al momento non ci sono partenze all’orizzonte, tenete duro: sono solo rimandate!

 

 

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