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Proverbi con la C: modi di dire della tradizione popolare italiana

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Redazione

I proverbi sono frasi e detti provenienti dalla saggezza popolare, dai luoghi comuni, e dall’esperienza del singolo che diventa esperienza collettiva di una data cultura o società.


I proverbi sono composti attraverso metafore o confronti e prendono in prestito elementi di uso comune, costumi, superstizioni che sono conosciuti e condivisi da tutta la società in cui sono nati quei proverbi.


La lingua e la tradizione italiana sono piene della saggezza popolare di cui sono portatori anche i proverbi.

Ne esistono centinaia, tanto che è possibile elencarli per ordine alfabetico.


Qui di seguito abbiamo selezionati i proverbi che iniziano con la C, tra conosciuti e meno conosciuti, per dare un’idea di quanti ne esistano e di quanto siano numerosi gli aspetti della vita di cui tratta la tradizione popolare italiana.

Ecco una lista di proverbi con la C

  • Cambiano i suonatori ma la musica è sempre quella.

  • Chi a tutti facilmente crede, ingannato si vede.

  • Campa cavallo che l’erba cresce.

  • Chi biasima il suo prossimo che è morto, dica il vero, dica il falso, ha sempre torto.

  • Chi è stato trovato una volta in frode, si presume vi sia sempre.

  • Chi è svelto a mangiare è svelto a lavorare.

  • Chi è tosato da un usuraio, non mette più pelo.

  • Chi fa l’altrui mestiere, fa la zuppa nel paniere.

  • Chi fa la legge, deve conservarla.

  • Chi fa le fave senza concime le raccoglie senza baccelli.

  • Chi fa falla e chi non fa sfarfalla.

  • Chi fa un’ingiustizia, la dimentica; chi la riceve, se ne ricorda.


proverbi con la c Matera
  • Chi fosse indovino, sarebbe ricco.

  • Chi fugge il giudizio, si condanna.

  • Campa cavallo che l’erba cresce.

  • Cambiare e migliorare sono due cose; molto si cambia nel mondo, ma poco si migliora.

  • Can che abbaia non morde.

  • Cane affamato non teme bastone.

  • Cane e gatta tre ne porta e tre ne allatta.

  • Chi è mandato dai farisei è ingannato dai farisei.

  • Chi è morso dalla serpe, teme la lucertola.

  • Chi non è savio, paziente e forte si lamenti di sé, non della sorte.

  • Chi è schiavo delle ambizioni ha mille padroni.

  • Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato.

  • Chi del vino è amico, di se stesso è nemico.

  • Chi di spada ferisce di spada perisce.

  • Chi di speranza vive disperato muore.

  • Chi di una donna brutta s’innamora, lieto con essa invecchia e l’ama ancora.

  • Chi cerca di sapere ciò che bolle nella pentola d’altri, ha leccate le sue.

  • Chi dice donna dice guai, chi dice uomo peggio che mai.

  • Con l’inchiostro, una mano può innalzare un furfante ed abbassare un galantuomo.

  • Chi ha avuto il beneficio, se lo dimentica.

  • Chi ha da far con un incostante, tien l’anguilla per la coda.

  • Chi ha denti non ha pane e chi ha pane non ha denti.

  • Chi ha fatto ingiuria ad altri, da altri convien che la sopporti.

  • Chi ha il capo di cera, non vada al sole.


  • Chi ha imbarcato il diavolo, deve stare in sua compagnia.


  • Cucina grassa, magra eredità.

  • Chi d’estate secca serpi, nell’inverno mangia anguille.

  • Conchiuder lega è facile, difficile il mantenerla.

  • Confidenza toglie riverenza.

  • Conserva le monete bianche per le giornate nere.

  • Contadini, scarpe grosse e cervelli fini.

  • Contano più i fatti che le parole.

  • Cuor contento non sente stento.

  • Con la pazienza la foglia di gelso diventa seta.

  • Con la pietra si prova l’oro, con l’oro la donna e con la donna l’uomo.

  • Con la più alta libertà, abita la più bassa servitù.

  • Con le buone maniere si ottiene tutto.

  • Con un bicchier di vino si fa un amico.

  • Con un occhio si frigge il pesce e con l’altro si guarda il gatto.

  • Chi caccia volentieri trova presto la lepre.

  • Chi cade in povertà, perde ogni amico.

  • Chi è uso all’impiccare, non teme la forca.

  • Chi fa da sé fa per tre.

  • Chi fa come il prete dice, va in Paradiso: ma chi fa come il prete fa, a casa del diavolo se ne va.

  • Chi fa del bene agli ingrati, Dio lo considera per male.


Tutti questi proverbi con la C sono solo una parte di quelli che esistono e sono ancora in uso al giorno d’oggi.


I proverbi sono il libro non scritto dove si accumula la saggezza e la cultura di un popolo, alcuni consigli possono risultare ormai vecchi e superati, tuttavia oltre a testimoniare il cambiamento avvenuto nella sensibilità della nostra società, e sono stati un utile metro di giudizio per molti secoli.




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