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Perché cinesi ed altri asiatici usano sempre mascherine Anti-Smog

cinesi mascherine
Redazione

Le mascherine anti-smog (o da chirurgo) sono popolarissime in tutta l’Asia. Ormai anche nelle nostre città capita spesso di trovare persone di origine cinese o di altri paesi asiatici che le indossano nei luoghi pubblici

 

Questo fenomeno si è originato in Giappone, ma ormai in tutto il mondo è possibile vedere persone che indossano mascherine chirurgiche sul naso e sulla bocca.

 

A prima vista si può pensare che sia una scelta dettata dalla necessità di proteggersi dalle malattie trasmissibili per via aerea o dalla cattiva qualità dell’aria causata dall’inquinamento; ma in realtà le motivazioni sono molto più profonde.

 

Ecco tutto quello che dovete sapere sulle mascherine e sul perché sono così diffuse tra gli asiatici.

 

 

  • Origine Taoista

 

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L’influenza culturale del Taoismo in Cina, Giappone e Corea ha aiutato il diffondersi delle maschere all’interno della Medicina Cinese Tradizionale, presente in tutti questi tre paesi. Secondo i precetti di questa arte curativa, il respiro e la respirazione sono alla base di un buono stato di salute. Allo stesso modo, esporsi all’aria insalubre può essere molto nocivo.

 

 

Uno dei concetti centrali in questa visione è quello cinese del “Ki“, che si traduce con “atmosfera” o “forza vitale”. Chi segue il Taoismo è fortemente convinto che quando il proprio Ki è impoverito, si è più esposti a malattie e dolori; per questo respirare aria pulita è fondamentale.

 

Un modo per assicurasi di respirare aria pulita ed evitare che il Ki lasci il nostro corpo in favore di aria nociva è, appunto, coprirsi la faccia.

 

 

  • Le mascherine diventano di massa

 

La prima diffusione di massa delle mascherine nei paesi asiatici è legata al grande terremoto Kanto del 1923, che portò gli abitanti di Tokyo e Yokohama ad indossarle. Il terremoto infatti aveva scatenato una serie di incendi, che distrussero oltre 600.000 abitazioni, riempiendo l’aria di fumo per molte settimane.

 

Circa dieci anni dopo, nel 1934, le mascherine tornarono nuovamente popolari in seguito alla diffusione di una epidemia di influenza globale. Contrariamente a quanto spesso si pensa, più che per difendersi dai germi altrui, gli asiatici utilizzano le mascherine per difendere gli altri dai propri batteri.

 

Il fenomeno si è consolidato a partire dagli anni 50, quando l’industrializzazione post-bellica portò ad un aumento significativo dell’inquinamento, convincendo molti giapponesi a portare le mascherine durante tutto l’anno.

 

 

  • Le mascherine oggi

 

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Nel 21esimo secolo, le mascherine hanno iniziato a vivere di vita propria. In Giappone sono diventate un accessorio di moda. Come i braccialetti o le collane, sono diventate sempre più colorati e originali, con disegni, loghi di marchi o figure di personaggi dei manga o della cinema.

 

Le mascherine sono a volte utilizzate dai giovani che hanno problemi nel gestire le interazioni sociali. In questo modo, possono creare una comunicazione indiretta, mediata dalla maschera.

 

Nel 2019 le mascherine sono diventate uno dei simboli delle proteste anti-cinesi che hanno scosso le strade Hong Kong, portando addirittura il governo locale a renderne illegale l’uso in luoghi pubblici.

 

 

 

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