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Oltre i Fondi Europei: immaginare un ruolo differente per i giovani e per le organizzazioni giovanili in Europa

Redazione

Sono oltre 140 i firmatari, tra reti e associazioni giovanili, che hanno sottoscritto l’appello per un aumento delle risorse operative nei programmi europei rivolti al settore giovanile

 

L’iniziativa è stata originariamente promossa da Inter Alia, organizzazione greca che incoraggia il coinvolgimento della società civile nelle dinamiche europee. Tra i firmatari si contano oltre 20 realtà associative italiane che da anni sviluppano attività dedicate ai giovani nell’ambito dei programmi Erasmus+ (Youth) e Corpo europeo di Solidarietà.

 

 

 

Background

La rete di Inter Alia nel settore della gioventù aspira a promuovere un’alleanza che possa mettere in discussione la gerarchizzazione e l’accentramento dei processi decisionali per innescare un cambio di paradigma, proponendo un’agenda diversa per le organizzazioni giovanili.

 

L’appello qui condiviso trae ispirazione della visione di Inter Alia ed è arricchito dai contributi di diversi enti del terzo settore attivi in Italia nel settore della gioventù.

 

 

A cosa ci riferiamo quando parliamo di fondi operativi per le organizzazioni giovanili?

Finanziamenti annuali o pluriennali, concessi a fondo perduto sulla base di determinati requisiti (tra i quali un piano strategico di sviluppo) alle organizzazioni che operano nel settore della gioventù.

 

 

La richiesta

Questa proposta mira a garantire un aumento delle risorse destinate ai programmi operativi dell’Unione europea rivolti alle organizzazioni giovanili, passando dall’1,88% al 5% del bilancio annuale del programma Erasmus+.

 

Benché tale richiesta sia molto precisa, essa riflette la necessità di una riforma strutturale per il settore delle organizzazioni della società civile nell’UE e non solo.

 

 

Gli obiettivi di questa campagna

  • Garantire la sostenibilità operativa delle organizzazioni giovanili, promuovere qualità, equità e trasparenza nel settore della gioventù, promuovere la vivacità e l’inclusione della società civile.
  • Favorire un flusso costante di risorse destinate alla ricerca, all’analisi dei bisogni, alla valutazione delle ricadute, agli interventi e al sostegno dei giovani che si trovano in una situazione di disagio. Queste risorse non dovrebbero essere destinate solamente verso le strutture istituzionali canoniche della ricerca (quali per esempio gli Istituti nazionali di statistica, le Agenzie europee) ma dovrebbero anche privilegiare iniziative intersettoriali università-Terzo settore, ad esempio, e/o Enti locali/Regioni – Terzo settore, per lo sviluppo e la disseminazione di nuove ricerche sociali.
  • Consentire alle organizzazioni giovanili di definire la loro agenda operativa strutturando meglio i loro processi interni e perseguendo la loro missione statutaria, senza deviazioni volte meramente a conformarsi a criteri o priorità che permetteranno loro di assicurarsi dei finanziamenti grazie a bandi e call for proposals.
  • Sostenere la formazione di alleanze: occorre sostenere la creazione di rapporti strategici tra i soggetti interessati al fine di lavorare su richieste e rivendicazioni comuni e avere un impatto a lungo termine. Un’alleanza offre uno spazio di confronto più flessibile ed inclusivo se paragonata a organismi con una struttura più rigida e gerarchica.
  • Ribadire, ancora una volta, la necessità di investire nelle aree rurali e in quelle più povere, invertendo il trend dello spopolamento delle aree interne del Paese, lontane da grandi città. Esempi di Iniziative europee che lavorano sul tema sono lo “European Rural Parliament” e il network “Rural Youth Europe
  • Creare le condizioni per le associazioni operative da pochi mesi/anni di pianificare uno sviluppo strategico. Risorse e supporto dedicato dovrebbero inoltre essere destinati a gruppi informali e a piccole associazioni.

 

 

 

 

Raccomandazioni rivolte ai decisori politici a livello europeo, nazionale, regionale:

  • Occorre fornire maggiore sostegno ai progetti di solidarietà, che consentono anche a gruppi informali di giovani di ricevere finanziamenti per implementare attività sociali/culturali nelle proprie comunità, supportati da coach e mentor con rilevanti esperienze;
  • Occorre mettere a punto diversi sistemi di finanziamento che varino in base alle dimensioni e agli anni di attività e alle capacità finanziarie delle organizzazioni;
  • È vitale fornire alle piccole organizzazioni dei finanziamenti a lungo termine, dando loro la possibilità di estendere tale finanziamento (sulla base della qualità dei risultati ottenuti), al fine di favorirne la crescita. Il nuovo accreditamento nel settore gioventù per il programma Erasmus+ 2021-2027 incoraggia le associazioni più esperte a ricoprire un ruolo di mentor/supporto nei confronti della organizzazioni con ancora limitata o nessuna esperienza nel programma.
  • I programmi operativi destinati al settore della gioventù dovrebbero essere volti ad ottenere un maggiore impatto sociale;
  • Il processo dell’allocazione dei fondi dovrebbe essere partecipato: decisori politici, organizzazioni e giovani dovrebbero essere chiamati a definire gli strumenti volti a valutare l’impatto delle attività realizzate nel settore delle politiche giovanili e le linee guida per finanziare future iniziative;
  • Occorre formare le ONG e fornire loro gli strumenti necessari per comprendere meglio i metodi di valutazione dell’impatto sociale. Gli indicatori dovrebbero essere volti a misurare costantemente tale impatto a livello organizzativo e comunitario e non meramente progettuale.

 

 

 

Aspetti amministrativi delle Agenzie Nazionali

  • Occorre lavorare per una maggiore trasparenza e affidabilità per quanto concerne le attività svolte dalle Agenzie Nazionali (la gestione operativa di determinate azioni del programma Erasmus+ è infatti di competenza delle singole agenzie nazionali, supervisionate della Commissione europea. Per Italia: https://agenziagiovani.it/).
    Ricordiamo, inoltre, che i termini della collaborazione fra la Commissione europea e le Agenzie Nazionali non sono resi pubblici, né sono accessibili. Non tutte le Agenzie Nazionali pubblicano i punteggi dati alle proposte progettuali o i
    nomi delle componenti e dei componenti dei comitati di valutazione. Non tutte le Agenzie Nazionali hanno stabilito delle procedure ufficiali per la selezione dei soggetti o delle organizzazioni che erogano i corsi di formazione previsti dal programma Erasmus+ e CES. (per esempio formazione iniziale e intermedia rivolte alle volontarie e ai volontari europei). Non tutte le AN pubblicano rapporti annuali sui risultati ottenuti mediante l’impiego di risorse pubbliche, né hanno messo a punto delle procedure volte a ricevere suggerimenti e critiche da parte delle organizzazioni giovanili o sullo sfruttamento dei prodotti di progetto (buone pratiche, deliverables). La mancanza di trasparenza e di affidabilità riduce la fiducia fra le organizzazioni e le istituzioni a livello nazionale e comunitario e mina la cooperazione e la reciprocità delle azioni.
  • Occorre che vi sia una maggiore collaborazione e parità nei rapporti fra le organizzazioni beneficiarie e le Agenzie Nazionali. Le organizzazioni attraverso i loro organi rappresentativi dovrebbero poter dire la loro sull’individuazione delle priorità, sulla struttura dei programmi e sulle risorse pubbliche spese e da impiegare. La nuova strategia europea per la partecipazione giovanile incoraggia infatti le Agenzie Nazionali a istituire organi consultivi che coinvolgano giovani e associazioni beneficiarie. In Italia tale proposta è stata già lanciata all’Agenzia Nazionale Giovani dal network Europiamo.
  • Occorre promuovere una ricerca de-centrata sullo stato del settore giovanile nei Paesi che aderiscono al programma Erasmus+.
  • Occorre ottenere dei risultati servendosi di risorse diverse rispetto a quelle messe a disposizione dai programmi europei. La Commissione europea, tramite l’agenzia operativa EACEA, dovrebbe fornire delle linee guida e le agenzie nazionali devono avere un ruolo guida nell’implementazione delle stesse. I dati dovrebbero essere utilizzati per individuare e strutturare i fondi necessari a pervenire a una maggiore coesione fra le iniziative destinate ai giovani nei Paesi che aderiscono al programma. Risulterebbe fondamentale istituire un portale unico per consultare le varie dotazioni finanziarie su base nazionale e regionale dedicate al settore della gioventù.

 

 

 

Come concretizzare questa richiesta anche nel nostro Paese?

Il ruolo dei policy maker che possono influenzare l’allocazione dei fondi nei singoli programmi europei in partenza nel 2021 è certamente cruciale, e in primis a loro rivolgiamo questo appello.

 

In questi ultimi mesi del 2020, un anno che ha messo a dura prova il nostro Paese, sono comunque emerse interessanti proposte che riconoscono l’importante ruolo educativo e formativo svolto delle associazioni giovanili e mirano a sostenerle.

 

 

Rientra infatti nel Piano Nazionale per i Giovani, presentato dal Consiglio Nazionale Giovani al Governo, la proposta (in materia di Cittadinanza attiva, Servizio Civile e Volontaria) di istituire un fondo a supporto delle organizzazioni giovanili:

“L’avvio di un iter legislativo che preveda la costituzione di un fondo ad hoc per il finanziamento strutturale delle organizzazioni giovanili, i cosiddetti “operating grants”.  Il finanziamento, concesso a fondo perduto su base annuale o triennale, non dovrebbe essere legato ad un singolo progetto ma ad un piano di attività generali che l’associazione realizza al fine di favorire e promuovere la partecipazione attiva ed il protagonismo giovanile nella vita sociale, culturale e democratica del Paese. Lo stanziamento iniziale per l’anno 2021 potrebbe essere di 60 milioni di euro.”

 

 

 

In questi giorni di difficoltà e incertezze imposte della crescita dei contagi Covid19, il nostro impegno, condiviso da migliaia di operatori giovanili e youth workers, non può e non deve fermarsi. I giovani avranno sempre più bisogno di figure educative e mentor che possano supportare il loro percorso di crescita, sia personale che professionale.

 

Per concludere, ci auguriamo che questa proposta, avanzata dal Consiglio Nazionale Giovani, venga valutata a fondo dal Ministero per le Politiche Giovanili. La Presidenza del Consiglio dei Ministri è chiamata a riconoscere il valore delle organizzazioni giovanili, garantendo sufficienti risorse per sostenerne l’impegno e l’impatto che possono generare.

 

 

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