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Maschere di Carnevale: tra tradizione italiana e commedia dell’arte

Maschere di carnevale venice
Redazione


Le maschere di carnevale nella tradizione italiana sono spesso legate alla commedia dell’arte e a tradizioni arcaiche che cambiano in ogni regione. Vediamo quali sono le maschere di carnevale principali e il loro ruolo e significato.

Perché si indossano maschere di carnevale ?

Il carnevale è una festività comune soprattutto ai paesi di tradizione cristiana cattolica. E’ contraddistinta dall’uso di maschere, costumi, e parate pubbliche su carri addobbati.


L’origine del nome è oggetto di discussione, ma sembra derivare dal latino carnem levare che significa “togliere la carne” e si riferisce al banchetto che si organizzava l’ultimo giorno del carnevale, prima dell’inizio del periodo di digiuno della quaresima.


Il carnevale ha origini dai saturnali romani e dalle festività dionisiache greche. Durante queste un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza.


Per permettere questo rovesciamento dell’ordino sociale si indossano maschere che permettono di nascondere la propria identità e interpretare un ruolo sociale a cui non si ha accesso nel quotidiano.



Quali sono le maschere di carnevale della tradizione italiana ?

Arlecchino


Arlecchino è una famosa maschera di carnevale bergamasca ed è il più noto servitore comico della commedia dell’arte italiana. L’Arlecchino è immediatamente riconoscibile dal suo costume a scacchi variopinti.


Il suo ruolo è quello del servitore spensierato, agile e astuto, che spesso agisce per contrastare i piani del suo padrone e persegue il proprio interesse amoroso, Colombina, con arguzia e intraprendenza, spesso in competizione con Pierrot.


Arlecchino eredita la sua agilità fisica, le sue qualità di imbroglione e il suo nome, da un malizioso essere demoniaco delle commedie medievali.


Brighella



Il suo primo costume consisteva in un grembiule bianco e pantaloni larghi con rifiniture verdi ed era spesso dotato di un bastone o di una spada di legno. In seguito prese a indossare una sorta di giacca con un mantello abbinato.


Indossava una semimaschera verdastra che mostrava uno sguardo di lussuria e avidità soprannaturali. Si distingue per un naso adunco e le labbra spesse, insieme a folti baffi arricciati per fornire un aspetto più pericoloso.


È genericamente classificato come uno dei servitori, sebbene spesso sia stato ritratto anche come un membro della classe media, come un proprietario di una taverna.


È a grandi linee una versione più intelligente e molto più vendicativa di Arlecchino.


Pantalone

Pantalone


Pantalone è una delle maschere di carnevale di Venezia ed è uno dei personaggi principali e più importanti della commedia dell’arte.


Con la sua eccezionale avidità e il suo status privilegiato ai vertici dell’ordine sociale, Pantalone è il ricco signore nel mondo della commedia.


Il personaggio di Pantalone è interamente costruito sul suo amore per le ricchezze e sull’ego, in quanto è convinto che la sua intelligenza sia inarrivabile, ma diventa ogni volta vittima di sotterfugi e inganni rivolti contro di lui.


Pantalone è la rappresentazione metaforica del denaro e della ricchezza nel mondo della commedia dell’arte.


Gianduja

Gianduja


Questa maschera di carnevale raffigura un onesto contadino della campagna piemontese, con una certa inclinazione per il vino, il cibo e le belle ragazze, che resta tuttavia fedele alla sua amata Giacometta.



Nella commedia dell’arte, Gianduja è un bevitore appassionato e un personaggio molto lascivo, e Giacometta, la sua amante, diventa sempre gelosa di lui.


Dal punto di vista della personalità, ha sempre un umorismo allegro. È vestito con un tricorno e una giacca marrone con bordi rossi.


Il personaggio di Gianduja è nato come un burattino ma in seguito è diventato una marionetta, e poi un personaggio dal vivo interpretato da un attore.



Colombina

Maschere di carnevale Colombina


È l’amante di Arlecchino, una serva comica e ingannevole, spesso moglie di Pierrot. Il ruolo della serva era originariamente quello di una ballerina nella commedia dell’arte, quindi all’inizio Colombina non recitava nessuna battuta.



E’ molto con i piedi per terra e riesce sempre a vedere la situazione per quello che è in realtà. Rimane molto di rado senza qualcosa da dire su qualcosa o qualcuno se c’è un problema da risolvere.



È vestita solitamente con un abito cencioso e rattoppato. Colombina viene tradizionalmente interpretata senza maschera.



Si trucca pesantemente intorno agli occhi e porta con sé un tamburello che può usare per respingere le avances amorose di Pantalone.



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Meneghino



Meneghino è una delle maschere di carnevale della città di Milano. Non è certo se il suo nome sia un riferimento ai domenighini, termine usato a Milano per indicare i servi che accompagnavano i fedeli alle messe domenicali.


Meneghino è infatti un servitore spiritoso, ma è soprattutto caratterizzato da onestà, sincerità e un forte senso di giustizia.


Di solito è rappresentato con indosso un tricorno a tre punte, una parrucca a coda di cavallo, pantaloni corti verdi, calze a righe bianco-rosse, una camicia bianca, un gilet a fiori colorato, una giacca lunga, e un ombrello.


La sincerità di Meneghino è anche simboleggiata dal fatto che, a differenza della maggior parte dei personaggi della commedia dell’arte, non indossa una maschera ma un costume molto variopinto che lascia scoperto il volto.


Mentre in origine era un servitore, Meneghino ha in realtà assunto diversi ruoli in scena, tra cui quello del padrone, del contadino e del mercante.



Dottor Balanzone

Tra le maschere di carnevale il Dottor Balanzone è uno dei “vecchi“, la cui funzione in uno scenario è quella di essere un ostacolo per i giovani amanti.


E’ originario di Bologna e la sua erudizione rimanda alla presenza dell’antica e rinomata Università di Bologna.


Il Dottore e Pantalone sono il contraltare comico l’uno dell’altro: Pantalone è il ricco mercante decadente e Balanzone è l’erudito decadente.


Fa parte del canone dei personaggi della commedia dell’arte dalla metà del XVI secolo.

A differenza della maggior parte delle maschere della Commedia dell’Arte, la maschera del Dottore è unica in quanto copre solamente il naso e la fronte.


A volte sulle guance dell’attore può essere applicato del rossetto per insinuare che Il Dottore ama bere. Il suo costume è di solito tutto nero e spesso indossa un cappello di feltro nero con abiti lunghi.




Pulcinella

Maschere di carnevale Pulcinella


Tradizionalmente in pelle, la maschera di Pulcinella è nera o marrone scuro, per indicare l’esposizione agli agenti atmosferici e al sole.


Il suo naso varia, ma è sempre di gran lunga la caratteristica più importante della maschera. Può essere lungo e ricurvo oppure più corto e largo. In ogni caso, il naso deve assomigliare al becco di un uccello.


C’è spesso una verruca da qualche parte sulla maschera, tipicamente sulla fronte o sul naso. La maschera può avere un sopracciglio sporgente, sopracciglia aggrottate o semplicemente alzate.


È importante che siano rugose e abbastanza prominenti da corrispondere allo stile esagerato delle maschere della commedia dell’arte.


La maschera era caratterizzata anche da folti baffi neri o barba, ma questa fu per lo più abbandonata nel XVII secolo.


Tartaglia

Maschere di carnevale Tartaglia


È una delle maschere di carnevale originarie della commedia dell’arte, e rappresenta un personaggio lungimirante e intelligente, seppur con una lieve balbuzie da cui deriva il suo nome.


Tartaglia viene solitamente classificato come uno del gruppo dei vecchi personaggi che appare però anche in molti scenari come uno degli innamorati.


Il suo status sociale può variare da povero a ricco; a volte è ufficiale giudiziario, avvocato, notaio o farmacista.


Tartaglia indossa un grande cappello di feltro, un grande mantello, stivali oversize, una spada lunga, baffi giganti e un naso di cartone.


Di solito rappresenta la classe operaia inferiore, ma a volte la classe media o alta nella commedia dell’arte.




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