Magazine

Una giornata a casa di una famiglia Hmong: Alla scoperta del Vietnam con Chiara – #Europainvaligia

Redazione

La realtà contadina delle montagne vietnamiti: Chiara ci racconta il suo viaggio nel tempo in compagnia di una famiglia Hmong, tra Sapa e Hau thao – #Europainvaligia

 

Ci sono cose che non ci si aspetterebbe mai di fare. Trascorrere un’intera giornata e una notte in una casa-capanna sperduta tra le montagne del Vietnam del nord è una di queste.
Quando si è in viaggio, tutto è possibile.

 

 

 

Paesaggio montuoso

 

Sapa

Non appena arrivati alla stazione degli autobus di Sapa, città a circa 6 ore di autobus da Hanoi, ad aspettarci c’era una piccola folla di donne. Vestivano i preziosi abiti tradizionali del paese, indossavano orecchini e collane fatte a mano e i loro capelli erano intrecciati con pettini e fermagli d’argento. Si trattava delle donne Hmong, che dalle montagne si recano in città per proporre tour di trekking ai turisti.

 

Così si avvicinò a me Mama Zù, una simpatica signora vietnamita, che si offrì di portarci fino al suo villaggio, passando per sentieri di montagna e risaie, dandoci cibo e un letto in cui dormire in casa sua.

Ed ecco che mi trovai a vivere per 24 ore in un villaggio Hmong, immerso nel cuore verde e selvaggio del Vietnam.

 

 

Le donne di Sapa e il trekking

Nei dintorni di Sapa esistono ancora tantissimi villaggi rurali in cui vivono gli Hmong, gruppo etnico di antiche origini, che ancora sopravvive in alcune parti della Cina e del Sud-Est asiatico. Nei loro villaggi, in cui si pratica l’allevamento e l’agricoltura, sono le donne le vere leader della famiglia.

Mama Zù ha 52 anni, un marito e due figlie. Quasi ogni giorno lavora come guida, accompagnando i turisti lungo percorsi di trekking, spesso molto ripidi, dalla durata di 5 ore. La sua energia fisica è a dir poco sorprendente: continua a comminare sotto la pioggia o il sole, in salita e in discesa, senza nemmeno dare un segno di stanchezza. La sua pelle scura, bruciata dal sole, le sue mani callose, testimoniano il duro lavoro di tutta una vita, passata tra le montagne e i campi. Quando chiesi a Mama Zù che cosa facesse suo marito, mi rispose che normalmente sta in casa a occuparsi delle faccende domestiche o di altri lavori nel campo.

 

Come lei, tantissime altre donne della sua età o ragazze più giovani Hmong fanno lo stesso lavoro. Hanno infatti creato un vero e proprio business turistico, dando l’opportunità ai viaggiatori di trascorrere uno o due giorni nelle loro case e di esplorare i magnifici paesaggi verdi intorno a Sapa.

Questo è il modo più affascinante di entrare direttamente nel cuore di parte della cultura vietnamita, che dà un assaggio non solo delle prelibatezze culinarie, ma anche degli usi e costumi di un antico popolo che ancora sopravvive.

 

 

A casa di Mama ZùZù

Durante le 5 ore di trekking, tra meravigliose risaie verdi, cascate, boschi fitti e rigogliosi, incrociammo diversi piccoli villaggi.

 

La gente vive in case di legno, si sposta in motocicletta, coltiva il proprio terreno, alleva i propri animali, vende prodotti tessili fatti a mano. I bambini vanno a scuola a piedi e quando escono, li si vede gironzolare per le strade fangose indossando i tipici sandali di plastica vietnamiti.

Il tutto nella pace e nella serenità delle montagne verdi.

 

 

Arrivati al villaggio chiamato Hau thao, a circa 8 km da Sapa, Mama Zù ci portò a casa di quella che era in realtà la nostra host, sua cugina Mama ZùZù.
La casa, fatta completamente di legno, assomigliava a una grande capanna: comprendeva tante stanze, sistemate proprio per i turisti, e una sala molto spartana. Galline, polli e un cane scorrazzavano tranquillamente nel cortile, insieme a due o tre bambini. Il bagno e la doccia erano invece sorprendentemente “moderni” (per fortuna), sebbene dall’esterno non promettessero nulla di buono.

Inutile dire che la vista dalla casa lasciava senza parole: montagne verdi e cielo azzurro accompagnavano il nostro pomeriggio di contemplazione della natura silenziosa.

Quando il sole era già tramontato, ci sedemmo al tavolo con la famiglia e sotto la luce fioca della lampadina mangiammo delizioso cibo locale e gli involtini primavera più buoni del Vietnam.

 

 

La famiglia Hmong

Mama Zùzù ha una famiglia molto allargata: quattro figli, tre femmine e un maschio. Si è sposata all’età di 19 anni, così come la maggior parte delle ragazze dei villaggi Hmong, che mettono su famiglia in tenera età. Una delle figlie di Mama Zùzù è infatti sposata e ha già partorito un bambino, a soli 17 anni.
Ho dovuto mettere da parte lo shock culturale nel vedere quella ragazzina di 17 anni allattare il proprio bambino e rendermi conto di quanto gli usi e costumi dei popoli siano differenti in ogni paese. Nei villaggi di montagna del Vietnam, vigono ancora certe norme antiche, che si sono smussate e ammorbidite nelle città.

 

Nonostante le condizioni prettamente “rurali” in cui vive la famiglia (non c’è wi-fi, né televisione, né riscaldamento o una cucina vera e propria) la tecnologia è comunque giunta prepotentemente anche in questi angoli di mondo remoti: sia bambini che adulti posseggono uno smartphone.
Era buffo veder i bambini giocare con le galline in cortile durante il giorno e poi, la sera, sedere a tavola ipnotizzati dai videogiochi sul cellulare.

 

 

Un mondo in estinzione

L’indomani, dopo una colazione a base di pancake, caffè e frutta, riprendemmo il trekking, passando per minuscoli condotti tra le risaie, fiumiciattoli e altri villaggi. Il panorama attorno era semplicemente mozzafiato: a volte bisognava fermarsi a contemplarlo per coglierne appieno la bellezza.

La vita degli Hmong nelle montagne di Sapa deve essere arricchita di tutta quella bellezza naturale, in cui gli abitanti si ritrovano a vivere ogni giorno e che rappresenta la loro principale risorsa.
Il loro stile di vita è piuttosto semplice. Le ore scorrono lente e il tempo sembra non esistere. Le famiglie si supportano l’una con l’altra, così come i membri stessi, che collaborano tra di loro nelle diverse attività lavorative.

 

Non ci sono alti edifici in cemento, né automobili o traffico. L’aria che si respira è fresca, pulita, sana. Il cibo proviene dalla terra che loro stessi coltivano e la maggior parte dei vestiti che indossano sono fatti a mano.

Mi sono ritrovata in un mondo che pensavo non esistesse più, un mondo in lenta estinzione ma che tuttavia continua a sopravvivere.

 

Scalini in montagna

 

Testo e foto di Chiara Maggiore

Fotografa e blogger di viaggio: http://www.chiaramaggiore.com/

 

 


Se anche tu fai parte della generazione #Europainvaligia e vuoi vedere pubblicato il tuo articolo sul nostro sito, raccontaci le tue esperienze all’estero, le tue avventure, le emozioni e le sensazioni e condividi con noi le foto dei tuoi ricordi! Invia il tuo racconto a magazine@scambieuropei.com

 

 

 

  • 
  •