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Esperienza all’estero nel curriculum: come renderla un valore

Redazione

Come mettere l’esperienza all’estero nel curriculum per renderla un valore, e non del “tempo perso”?  Ecco alcuni consigli utili

 

Tra le molte ragioni per cui le persone sono riluttanti ad andare all’estero per un anno, la difficoltà di trovare un nuovo lavoro al ritorno è in cima alla lista. Ma non è davvero un problema, se sai come mettere l’esperienza all’estero nel curriculum per darle il valore che merita.

 

Se il tuo anno sabbatico sarà interpretato come una “lunga vacanza” o come un’esperienza altamente formativa, dipende solo da come ne parlerai nel tuo CV.

 

Devi imparare a parlare del tuo anno sabbatico e della tua esperienza all’estero come qualcosa che ti faccia brillare agli occhi del datore di lavoro. L’obiettivo dev’essere quello di far capire a chi legge il tuo curriculum che sei una persona avventurosa, indipendente e sicura di sé.

 

Ci sono diversi motivi per fare un anno sabbatico e capire come mettere l’esperienza all’estero nel curriculum non è difficile come sembra. Ecco un po’ di consigli.

 

 

1. Non lasciare “buchi” nel tuo CV

curriculum esperienza all'estero

 

In diversi momenti del nostro percorso formativo e professionale, è possibile prendersi un anno sabbatico o qualche mese per vivere un’esperienza all’estero.

 

I momenti più classici sono tra la scuola superiore e l’università, tra la laurea triennale e la laurea magistrale, oppure dopo la laurea e prima di cominciare un percorso lavorativo. Altri ancora cominciano subito a lavorare, risparmiano un po’ di soldi e decidono di prendersi un gap year più avanti.

 

Qualsiasi sia la tua situazione, è importante non lasciare buchi nel tuo curriculum. Se hai fatto un’esperienza all’estero di pochi mesi o di un anno o più, è giusto che questa venga inserita nel tuo curriculum nel modo giusto. Anche se durante questo tempo hai solo viaggiato, ci sono una serie di soft skills che puoi aver acquisito in viaggio che meritano di entrare nel tuo CV.

 

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2. Inserisci la tua esperienza all’estero nel punto giusto del curriculum.

Vediamo come mettere l’esperienza all’estero nel curriculum a seconda delle diverse esperienze che puoi avere fatto: un anno sabbatico viaggiando, facendo volontariato o facendo un lavoro stagionale.

 

a) Esperienza all’estero nel curriculum: anno sabbatico viaggiando

esperienza all'estero nel curriculum

 

Ecco un esempio di come un semplice viaggio zaino in spalla può essere reso relativamente professionale su un curriculum. Questo tipo di esperienza di anno sabbatico può essere inserita in una sezione separata del curriculum, intitolata “altra esperienza” o “esperienza internazionale“, sotto le sezioni “istruzione” e “esperienza professionale”.

 

Per un datore di lavoro, si tratta fondamentalmente un indicatore di maturità, indipendenza ed esposizione al mondo, riempiendo una parte altrettanto importante (e spesso dimenticata) del tuo curriculum che parla del tuo carattere.

 

Non è questo che ti farà ottenere il lavoro per cui ti candidi, ma sicuramente ti renderà più interessante, per un potenziale colloquio, rispetto a un altro candidato con le tue stesse qualifiche, ma meno intraprendente.

 

 

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b) Volontariato all’estero nel curriculum

palloncini tipi di volontariato

 

Anche se come volontario non sei stato ufficialmente retribuito, tutto ciò che hai fatto all’estero è stato un vero e proprio lavoro. Per farlo capire anche a un futuro datore di lavoro, puoi inserire la tua esperienza di volontariato nella sezione “esperienza professionale” e indicare il ruolo che hai rivestito come volontario.

 

Poniamo, ad esempio, che tu abbia partecipato ad un progetto di volontariato in ambito educativo (in una scuola, in un asilo, in un’associazione o altro). Definisci prima di tutto il titolo del tuo ruolo: educatore, insegnante, impiegato dell’area amministrativa, organizzatore di eventi o qualsiasi altro ruolo tu abbia ricoperto.

 

Dopodiché, nella descrizione del lavoro, potrai specificare ad esempio “ho lavorato per 6 mesi come educatore/educatrice in un asilo con il progetto di volontariato X” (o magari tramite il Corpo Europeo di Solidarietà).

 

 

c) Esperienza all’estero nel curriculum: lavoro stagionale all’estero

 

Che tu abbia fatto la vendemmia in Francia, lavorato in un ostello durante l’estate o raccolto fragole con un Working Holiday Visa in Australia, ricorda che qualsiasi esperienza professionale all’estero è di valore – anche se stagionale.

 

La cosa più importante, in questo caso, è adattare la descrizione dell’esperienza maturata al contesto lavorativo per cui stai facendo domanda.

 

Ad esempio: vuoi lavorare nella sezione HR di un’azienda? Sottolinea le tue capacità legate ai rapporti interpersonali e interculturali sviluppate lavorando con persone provenienti da diversi paesi. Oppure, fai risaltare la capacità organizzativa che hai dovuto sviluppare per portare a termine le tue mansioni mentre eri all’estero.

 

Non si tratta per forza di “che lavoro hai fatto” mentre eri all’estero, ma di cosa hai imparato come sei migliorato grazie a questa esperienza.

 

 

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3. Dai valore alle tue nuove competenze linguistiche

 

Sicuramente, se hai trascorso diversi mesi all’estero hai anche sviluppato le tue competenze linguistiche. Che sia l’inglese come “lingua franca” o anche le poche parole che hai imparato della lingua locale, dai valore alle tue nuove conoscenze.

 

Oltre all’inglese, oggi preziosissimo nel mondo del lavoro, saper parlare anche solo in poche circostanze un’altra lingua, o saperla comprendere quando è scritta, è un valore in più da far risaltare nel tuo CV.

 

 

 

 

Fonte: GoOverSeas

 

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