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Le 10 cose che mancano a ogni italiano all’estero

Redazione

Se vivi o hai vissuto per un periodo all’estero, avrai sicuramente provato almeno una volta nostalgia di casa. Spesso però “casa” non è semplicemente il luogo in cui abitiamo, ma molto di più…

 

 

Non c’è italiano all’estero che non abbia mai provato un senso di nostalgia per almeno una di queste cose. Anzi, è molto più probabile che queste siano le 10 cose che mancano a ogni italiano all’estero. Perché lasciare casa significa lasciare un sacco di cose che per noi sono diventate essenziali, anche se spesso non ce ne rendiamo conto, tanto sono scontate nella nostra quotidianità.

 

Ebbene, mettiamo in chiaro una volta per tutte quali sono le necessità di qualsiasi italiano – e di conseguenza le cose che all’estero gli mancano di più. Si comincia!

 

 

1) La colazione al bar (senza spendere una fortuna)

 

Cappuccio e cornetto. Sembra una formula magica, non ti pare? Ma la vera magia è un’altra: è buonissimo e costa poco. Ogni italiano all’estero sa quanto sia difficile trovare un caffè fatto come si deve – impossibile, poi, trovarlo ai nostri prezzi. Il prezzo medio di un espresso all’estero è di 2-3€.

 

Che poi, già solo il fatto che vada specificato che si vuole un espresso quando si ordina “un caffè” è un crimine. L’Americano non è un caffè, è un “americano”. Nessun italiano lo chiamerebbe caffè: sarebbe una blasfemia

 

 

2) I prodotti da forno

 

I panettieri con focacce e pizzette, il pane caldo e croccantino… tutto a pochissimo. Il panettiere italiano ha tutto per qualsiasi situazione: colazione, spuntino a qualsiasi ora o pranzo al volo tra un impegno e l’altro. Il profumo di forno e pane, poi, è qualcosa di meraviglioso.

 

Camminando per le strade di città straniere, si trovano comunque dei panettieri, ma difficilmente è la stessa cosa. Ovviamente ogni paese ha le sue prelibatezze da forno ed è giusto, oltre che piacevole, assaggiarle; ma la focaccia italiana è davvero difficile da battere. E poi diciamocelo, in molti casi costa meno.

 

 

3) L’aperitivo con gli amici

 

La scusa perfetta per socializzare, rilassarsi e godersi dei buoni drink con il finger food più buono del mondo. L’aperitivo è una di quelle cose italiane al 100%: ci sono buon vino, aperol spritz, salame, prosciutto crudo, formaggio, olive, verdurine, focaccia, pizzette… per non dimenticare arachidi e patatine.

 

In nessun altro paese è così facile trovare un bar in cui sedersi nel tardo pomeriggio per gustarsi qualcosa da bere mentre si spilucchia un po’ da mangiare, facendo quattro chiacchiere con amici o colleghi. A nord, anzi, è facile che all’ora dell’aperitivo si stia già cenando! Per fortuna che i nostri amici spagnoli hanno inventato le tapas…

 

 

4) L’amore della nostra vita: la pizza

 

Questo punto non ha bisogno di molti commenti. Parla da sé. Beati quelli che trovano una buona pizzeria italiana anche all’estero (e soprattutto quelli che la trovano con dei prezzi abbordabili!). La bontà della pizza dipende dalla cottura nel forno a legna e nella qualità degli ingredienti, motivo per cui all’estero spesso si fatica a trovare una pizza che costi poco.

 

La mozzarella come la facciamo noi non è sicuramente un investimento facile per i tanti ristoratori che si ritrovano a importarla. Quindi, se volete una pizza davvero buona, state pur certi che la pagherete almeno il doppio che in Italia. Ma dopo mesi di astinenza, ne varrà la pena!

 

 

5) L’altro amore della nostra vita: la pasta

 

O, più in generale, un qualsiasi primo fatto come si deve. Se c’è uno stereotipo sugli italiani che rappresenta assolutamente la realtà è questo: gli italiani amano la pasta. La pasta per noi è il pane quotidiano, è come il riso in Asia o le patate in Nord Europa. Potremmo mangiare pasta tranquillamente tutti i giorni, senza essere mai stufi.

 

A qualsiasi italiano all’estero è capitato almeno una volta di litigare con qualcuno che affermava di mangiare la pasta col ketchup, la carbonara con la panna, o magari la pasta come contorno per la carne. No, non si fa. Per non parlare della pasta scotta o senza sale che si trova nelle mense, a volte addirittura al ristorante… Che sofferenza.

 

A ogni italiano all’estero manca la pasta come lo fa mamma. Come lo fa nonna. Inimitabile.
(Se sei all’estero e stai leggendo questo articolo, scommetto che ti sta per scendere una lacrimuccia. Coraggio, sii forte!)

 

 

6) I cocktail fatti bene

 

Quanto spesso capita di ordinare un cocktail in un altro paese e assistere alla scena terribile del barman che ti versa uno shottino di alcool in un bicchiere di coca cola e ghiaccio, per poi chiederti ben 8 o 10€? “No grazie, allora prendo solo una coca” ci verrebbe da dire. Ma è troppo tardi, il nostro coca e (poco) rhum è lì che ci aspetta.

 

Lezione imparata: la prossima volta, meglio farseli in casa i drink. E se prendessi un bicchiere di vino? No, non ne parliamo. Per fortuna che al bar rimane la birra! (quella sì, a volte è più buona e costa meno!)

 

 

Ok, direi che di cibo e bevande abbiamo parlato abbastanza. Proseguiamo.

 

 

7) Il bidet

 

Ne vogliamo parlare? Quella di lavarsi col bidet dopo aver fatto i nostri bisognini è una delle sensazioni più belle della giornata. Esagero? Forse, ma sta di fatto che l’assenza del bidet si fa sentire quando siamo all’estero. Non capiremo mai perché questo sanitario è tanto famoso da noi, ma non altrettanto in altri paesi. Se in Regno Unito si tratta di qualcosa di praticamente inesistente, per fortuna almeno in Spagna e Portogallo si trovano.

 

 

8) Gli orari flessibili (= i ritardi tollerati)

 

Se i tedeschi sono famosi per la loro puntualità, gli italiani – così come tanti paesi “meridionali” – sono associati al ritardo cronico. Già solo il famoso quarto d’ora accademico la dice lunga sulle nostre abitudini in materia di tempo. Gli inviti a cena a casa di amici alle 20:00 sono da intendersi come alle 20:30, così come un appuntamento in città può tollerare 15 minuti di ritardo. Gli eventi che dovrebbero iniziare a una certa ora sono sempre in ritardo, e se siamo noi ad essere usciti tardi di casa possiamo sempre sperare che il treno non sia ancora passato.

 

All’estero, soprattutto al nord, dimenticati tutto questo. Se devi fare qualcosa alle 15:00 presentati alle 14:50. Non correre il rischio di arrivare in ritardo, potresti offendere qualcuno o essere lasciato indietro.

 

 

9) La famiglia

 

Eh sì, non volevamo essere troppo sentimentali, ma non possiamo negarlo: la mancanza della famiglia italiana si fa proprio sentire. La mamma che si preoccupa di cosa hai fatto, di come stai, che ti fa da mangiare i piatti più buoni del pianeta. Gli abbracci o le battute di papà. Gli scherzi (e i litigi) coi fratelli, gli zii e i nonni a pranzo la domenica…

 

Insomma, tutte quelle persone che ogni tanto se ne escono con una foto su Whatsapp, un colpo di telefono appena siete liberi, le videochiamate che ci permettono di guardarci negli occhi, ma ci fanno sentire forse più lontani per l’impossibilità di toccarci a vicenda.

 

O forse, semplicemente, la presenza di qualcuno che è lì per te, anche a distanza. Per non parlare dei nostri animali domestici…

 

 

10) L’italianità

 

Insomma, tutto quello che rispecchia e esprime la natura del nostro paese e del nostro modo di essere: dal modo di vestire, al modo di salutarci, al modo di prendere il caffè: espresso, in piedi, la mattina, dopo pranzo, dopo cena. Il chiasso che facciamo alle cene di gruppo, l’affetto che ci danno quegli amici che non potremo mai sostituire.

 

L’arte delle nostre città, la bellezza dei nostri monti, delle colline, dei mari. Il cibo che è tanto vario quanto le nostre cadenze regionali e i nostri paesaggi, ma sempre e comunque buonissimo. L’apprezzare la compagnia e la condivisione di momenti semplici.

 

Andare all’estero è il modo migliore di capire cos’è che ci fa davvero sentire a casa.

 

 

Di: Carolina Bonsignori

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