Esperienze all'estero

Il bisogno di esplorare posti lontani. L’esperienza di Sara – #Europainvaligia

Redazione

 

Prima esperienza di volontariato in Germania. Ecco l’#Europainvaligia di Sara, una giovane ragazza partita con il progetto SVE

 

Sara ha partecipato nell’agosto del 2017 alla sua prima esperienza di volontariato all’estero avvenuta nel 2017 in Germania in un campo di volontariato organizzato da Legambiente e IJGD membri del network Alliance of European Voluntary Service Organizations. Ha conosciuto giovani volontari provenienti dalla Corea del Sud, Cina, Turchia, Russia, Ucraina, Germania, Lituania e Francia.

 

Il partner d’accoglienza è  stata un’associazione culturale e artistica fondata da Rolf Spegler: The Glashaus Saarschleife

 

“I know your heart is broken now.

Mi guardo intorno spaesata mentre Hanz sorride tristemente aprendo il baule della macchina. Non voglio partire. Osservo il vecchio edificio per un’ultima volta accarezzando con lo sguardo la scritta in legno: Glashaus. Ricordo chiaramente la prima volta che vi entrai due settimane prima. Pioveva, il cielo era scuro e l’aria sapeva di umido ma entrarvi non era stato un sollievo: era stato un balzo verso l’ignoto.

 

 

All’ interno della stanza una grossa stufa sprigionava calore, fuori faceva freddo, troppo freddo per essere agosto. Intorno a un tavolo scuro coperto di dolci alcuni dei volontari giocavano a carte ridendo. Il viaggio era stato lungo e l’attesa di conoscere cosa mi stesse aspettando esasperante.

Quando Legambiente mi aveva comunicato che avrei preso parte a questo campo di volontariato in Saarland non ne ero stata entusiasta, sognavo i fiordi Norvegesi. Eppure ora no, non volevo andarmene. Come si fa a separarsi per sempre da coloro che per due settimane sono stati i tuoi amici e la tua famiglia?

 

Respiro profondamente l’aria fresca e pulita mentre osservo le colline verdi e rigogliose riflettersi nell’ acqua torbida e tranquilla della Saar. “ Komm zurück. Es war schön mitdir zu arbeiten.” Mi giro sorpresa e sorrido a Vera con aria interrogativa: non capisco il tedesco. “Du came back hier” dice allora battendo con una mano sul muro.

 

 

Il nostro muro. Ripenso a tutto il lavoro delle ultime settimane e ne sono orgogliosa. Il nostro contributo, il nostro essere qui ed esserne diventati parte rimarrà per sempre inciso nei diversi strati di questo muro. Noi. Diversi. Venuti da paesi lontani. Diventati amici. Legati per sempre dall’ essere stati qui.

 

 

Eccomi insieme al mio amico Geon ( Sud Corea) mentre lavoriamo al muro.

 

In quelle due settimane avevamo trovato la pace: le giornate erano state scandite dal ritmo del lavoro ma non avremmo ricordato la fatica. La spontaneità del vivere insieme, dell’essere uniti, del prendersi cura: ecco cosa avremmo portato con noi. Alzo lo sguardo: Vera ancora sorride e mi porge un piccolo ramo colorato di giallo con attaccata una piuma. Tendo la mano e la accarezzo con attenzione. “Tornerò” sussurro grata. In così poco tempo ci era stata mostrata l’arte di essere felici: condividere tutto per non sentire la mancanza di niente. Questo ci avrebbe unito anche se distanti rimanendo per sempre parte di noi.

 

Ero partita pensando che la cosa più importante del viaggio fosse la meta ma mi sbagliavo. Le persone che si incontrano, i legami che si creano e le cose che si scoprono: ecco cosa conta davvero. “So, it’s time to go…” sussurra piano Hanz. Mentre la macchina si allontana una sola parola volteggia leggera nella mia mente: Fernweh: bisogno di esplorare posti lontani.

 

 

Scritto: Sara Giussani

Che cos’è il progetto SVE? Scopri di più: https://www.scambieuropei.info

 

Se anche tu fai parte della generazione #Europainvaligia e vuoi vedere pubblicato il tuo articolo sul nostro sito, raccontaci le tue esperienze all’ estero, le tue avventure, le emozioni e le sensazioni e condividi con noi le foto dei tuoi ricordi! Basta compilare il form qui sotto

 

 

 

 

  •