Magazine

Un’italiana a Louvain-la-Neuve – #Europainvaligia

Redazione

 

Un’italiana a Louvain-La-Neuve – #Europainvaligia

 

Ciao a tutti, io sono Stefania, una volontaria italiana in Belgio, e ci tengo a raccontarvi la mia avventura.

Il mio progetto si svolge a Louvain-la-Neuve, una splendida cittadina universitaria a circa 25 km da Bruxelles.

 

Sono partita da Bari alla volta del Belgio lo scorso settembre, e solo oggi, il 22 di marzo, mi rendo conto della necessità di raccontare la mia piccola storia, affinché altri ragazzi e ragazze come me possano approfittare in futuro di queste di esperienze meravigliose.

 

Proprio oggi, già. Al di là dei terribili eventi che stanno sconvolgendo l’Europa, noi, la “nuova generazione”, dobbiamo continuare a marciare senza paura alla ricerca di novità.

 

 

Lasciare la mia famiglia, i miei affetti ed i miei cari non è stato facile, ero spaventata a morte. Temevo che la mia vita fosse ormai un blocco di cemento armato. Volevo cambiarla e cambiare, ma non sapevo come.

E’ così semplice vivere di rendita in un mondo che ci incute timore e non ci offre le possibilità che meritiamo, ma forse c’è un posto in cui nascondere le nostre paure, ed è proprio dentro alla valigia. Quella valigia che ci accompagnerà fedelmente in ogni viaggio e percorso della nostra vita.

 

I mesi che sto trascorrendo qui sono terribilmente intensi ed il susseguirsi di eventi è così rapido che a fatica riesco a comprendere tutto ciò che accade.

Ogni progetto di volontariato ha i suoi alti e bassi, è necessario trovare il proprio posto e il proprio ruolo. Ciò richiede tempo e a volte tanta voglia di mettersi alla prova, senza dare nulla per scontato.

 

 

Louvain-la-Neuve è una città giovane e meravigliosa. Gli studenti e gli abitanti, non importa di quale età, s’impegnano ogni giorno in attività per il bene della collettività.

Io stessa vivo in un “Kot à Projet”, ovvero delle soluzioni abitative per persone che condividono un progetto di vita comune. Nel mio caso in particolare, si tratta di un progetto multiculturale, volto all’integrazione e allo scambio di etnie.

 

Grazie al mio volontariato ho avuto modo di conoscere persone da tutto il mondo, assaggiare qualsiasi tipo di cucina e ascoltare le storie toccanti di ragazzi costretti a fuggire dal loro paese all’età di 16 anni perché appartenenti a gruppi etnici perseguiti e uccisi nel proprio stato.

Ciò mi ha portata a riflettere tanto. Io, che avevo paura di lasciare la mia terra, non ho dovuto camminare per chilometri o attraversare il Mar Nero a nuoto.

 

 

Alcune storie hanno il potere di far comprendere quanto il concetto di “paura” sia relativo, per una generazione che purtroppo conosce solo il timore di non poter fare qualcosa.

Ma qualcosa sarà sempre possibile.

 

La mia personale reazione a questi eventi è allora un breve consiglio: chiudete quella paura nella valigia e mettetevi lo zaino in spalla! Si parte!

 

 

 

Foto e testo di: Stefania Serviddio

 


 

 

Se anche tu fai parte della generazione #Europainvaligia e vuoi vedere pubblicato il tuo articolo sul nostro sito, raccontaci le tue esperienze all’estero, le tue avventure, le emozioni e le sensazioni e condividi con noi le foto dei tuoi ricordi! Basta compilare il form qui sotto

 

 

  •