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San Pellegrino: la fonte d’acqua simbolo della Dolce Vita, oggi città fantasma

Redazione




San Pellegrino, sorgente d’acqua che per secoli è stata il simbolo della Dolce Vita in tutta Europa è, ormai, una dimenticata città fantasma

 

San Pellegrino è ormai da secoli un icona di stile, rappresentativa del lifestyle italiano e della Dolce Vita.

Ordinare una bottiglietta di acqua frizzante San Pellegrino è, ancora oggi, simbolo di lusso, eleganza e di una cucina raffinata.

 

Leonardo da Vinci stesso fu uno dei primi ammiratori di questa sorgente. Egli, infatti, si recò appositamente in Lombardia per visitare le “miracolose” Terme San Pellegrino. 



 

Questo luogo prestigioso a lungo è stato un punto di ritrovo per persone ricche e famose provenienti da tutta Europa. Tuttavia oggi è dimenticato da tutti e abbandonato a se stesso.

 

Fu la benestante famiglia Palazzo a costruire il primo centro termale nella città di San Pellegrino.

Il luogo acquisì immediatamente notorietà, la borghesia europea affollava le terme insieme con la più alta aristocrazia.

 

 

In seguito venne costruito un Casinò e Grand Hotel in stile Belle Epoque. Qui gli ospiti potevano rilassarsi tra le varie sessioni termali.

 

Il Casino non è sempre stato tale, ma lo è diventato tale nel 1946. In seguito è diventato simbolo del luogo tanto da apparire sulla nota etichetta dell’acqua San Pellegrino, a discapito del circostante paesaggio alpino.

 

Oggi potrebbe essere affittato per ricevimenti di matrimonio, business meetings e altri eventi simili.

Cercando su Google, però, si scopre che questo edificio meraviglioso, simbolo della città, è chiuso permanentemente dal 1979.

 

L’Hotel ha radunato per secoli re, regine, zar russi e star del cinema.

Tuttavia, quando ha iniziato a necessitare di un restauro, i costi dei lavori sono risultati astronomici e nessuno ha voluto pagare il conto.

 

Istituzioni pubbliche e private sono ancora oggi alla ricerca di una soluzione per recuperare questo prestigioso edificio.

 

Il brand San Pellegrino, che avrebbe potuto essere interessato a salvare il proprio luogo di origine, è stato venduto alla compagnia svizzera Nestlé nel 1997.

 

E, nonostante la sorgente di questa acqua sia ancora quella originaria, i nuovi investitori non hanno mostrato interesse per riportare questo luogo alla sua antica gloria.

Fonte: Messy Nessy

 

 


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