Le ultime

Guide ai progetti

aupair-bionda

Au Pair: Lavorare alla pari in un paese straniero

Con l’espressione francese Au pair si definisce il soggiorno di una ragazza o un ragazzo, per un massimo di un anno, presso una famiglia ospitante residente in un’altra nazione.

Grazie a questa particolare tipologia di lavoro, fornendo piccoli aiuti domestici e occasionali cure ai bambini, è possibile ottenere in cambio vitto, alloggio e un piccolo compenso settimanale.

Nata agli inizi del ‘900, questa pratica resta ad oggi il modo più economico e diffuso di trascorrere un periodo in un altro paese senza spendere una fortuna.

 

Lavorare all’estero come ragazzi Au pair:

Un modo facile, conveniente e divertente di vivere un’esperienza all’estero è il lavoro alla pari.

Un ragazzo/a alla pari è un giovane che desidera vivere con una famiglia in un paese straniero per imparare una lingua ed entrare in diretto contatto con la cultura della nazione ospitante.

Il lavoratore alla pari appartiene a una categoria specifica che non è né quella di studente né quella di lavoratore.

I programmi di scambio Au pair, infatti, sono progetti di scambi culturali finalizzati all’apprendimento e/o al perfezionamento di una lingua straniera.
Il termine Au pair implica un rapporto alla pari tra la famiglia ospitante e il ragazzo/a che ne entra a far parte per un periodo limitato, diventandone comunque un membro a tutti gli effetti. Un’esperienza Au pair, infatti, permette di vivere a contatto diretto con realtà quotidiane, scoprendo abitudini, vizi e virtù di un altro mondo.

 

Tipologie di lavoro Au pair:
Esistono diverse tipologie di lavoro alla pari e che variano a seconda della quantità di ore lavorative richieste dalla famiglia ospitante.

La paghetta settimanale prevista per contratto varia dai 60 ai 120 euro in base alle presunte ore di lavoro.

In ogni caso, se le ore di servizio superano quelle normalmente stipulate, la famiglia dovrà versare una cifra maggiore.
–  Au pair tradizionale: prevede un impegno di 5 ore di lavoro giornaliere più alcune serate di baby sitting e un giorno libero alla settimana (oltre a 2-3 pomeriggi e 3-4 sere di totale autonomia).
–  Demi pair: comporta un impegno nelle faccende domestiche per una media di 3 ore al giorno più 3 o 4 serate di baby sitting e un giorno libero settimanale
–  Au pair-plus o “pari più”: sono richieste 40 ore lavorative settimanali più 2-3 sere di baby sitting.
–  Mother’s help o “aiuto madre”: consiste in un maggior impegno nei lavori casalinghi (50 ore circa settimanali) più 2-3 sere di baby-sitting a settimana.

 

Requisiti per diventare Au pair:
I requisiti variano, di norma, a seconda delle situazioni, delle tipologie di lavoro richieste e dei paesi ospitanti. Esistono però delle caratteristiche e qualifiche indispensabili per lavorare Au pair.

 

La legislazione ufficiale prevista per il lavoro alla pari, infatti, delinea un profilo generico ma fondamentale del candidato/a ideale:
– Età compresa tra i 18 e i 30 anni. Esistono variazioni a seconda dello stato di destinazione. In Inghilterra, ad esempio, l’età massima dell’au pair è di 27 anni; negli Stati Uniti non supera i 26.
–  Conoscenza base (almeno a livello scolastico) della lingua del paese ospitante. Una minima padronanza della lingua straniera di riferimento è assolutamente indispensabile per comunicare con la famiglia ed instaurare un legame con i bambini dai quali, per altro, si impara molto.
–  Precedenti esperienze nella cura di ragazzini più o meno giovani, anche non a livello professionale. Sono considerate ottime referenze l’aver avuto modo di curare figli di amici o aver lavorato come animatori in centri estivi e associazioni culturali. Cercate di vendere al meglio il vostro Curriculum Vitae, ragazzi!
– Non essere fumatori/fumatrici ed avere buone condizioni di salute. Alcune famiglie, tuttavia (miei cari tabagisti), accettano una dichiarazione firmata in cui il candidato/a si impegna a non fumare in casa e soprattutto in presenza dei bambini.

 

Vi sono poi alcune caratteristiche che possono influenzare la scelta per uno o un altro candidato a seconda delle necessità della famiglia ospitante. Pur non essendoci alcuna norma specifica che favorisca candidate donne, ad esempio, molte host family tendono a considerare le ragazze più adatte a svolgere determinati compiti. Anche il possesso della patente di guida internazionale può risultare, in alcuni casi, fondamentale.

 

Diritti e Doveri:
Così come esistono dei doveri a cui il candidato/a non può sottrarsi, esistono anche dei diritti che devono essere garantiti al lavoratore Au pair.
Vitto ed alloggio (stanza privata, fatta eccezione per brevi soggiorni di vacanze estive in cui si dovrà, in caso, condividere la stanza con i bambini) devono essere sempre garantiti e i ragazzi, da parte loro, devono adeguarsi alle abitudini alimentari della famiglie e del paese ospitante. Secondo gli accordi di Strasburgo redatti nel 1969, inoltre, è possibile frequentare per chi lo desideri, previo accordo con la famiglia ospitante, un corso di lingua.
Ogni candidato ha diritto ad una settimana di vacanza ogni 6 mesi.

Durata:
Generalmente i contratti prevedono periodi di soggiorno di 6-9 o 12 mesi.

Esistono però contratti più flessibili, in genere legati ai periodi estivi, e che comportano dei soggiorni più brevi (3-4 mesi). In questi casi, tuttavia, sarà più difficile frequentare corsi di lingua per ovvi motivi di tempo.

 

A chi rivolgersi per un’esperienza Au pair:
Esistono numerosi siti internet che offrono possibilità di soggiorno alla pari e che permettono ai candidati di mettersi direttamente in contatto con le famiglie interessate.

 

Link Utili:
www.aupair.com
www.aupairworld.net
www.newaupair.com
www.aupairplacement.com
www.myaupair.us

 

Au pair…un’occasione per scoprire il mondo da vero abitante!