Leonardo – VET

Famiglia italo-tedesca cerca ragazza alla pari italiana per vivere in Germania

Redazione




Come ogni anno, Famiglia italo-tedesca cerca ragazza alla pari italiana interessata a vivere in Germania per 9 mesi. Scambieuropei, portale autorizzato, garantisce sulla validità dell’offerta

 

Dove: Bensheim (vicino a Francoforte), Germania

Quando: febbraio – dicembre 2018 (con due mesi di ferie)

Durata: 9 Mesi

 

Descrizione dell’offerta

Famiglia italo-tedesca cerca ragazza alla pari italiana (19-26 anni) per circa un anno, con circa un mese libero d’estate (luglio) e 4 settimane di ferie pagate (Pasqua; metà ottobre; Natale).

I genitori sono docenti universitari e hanno due bambine di 8 e 11 anni. L’orario è flessibile, l’impegno dell’au-pair è soprattutto nel pomeriggio, per prendersi cura delle bimbe e tenere in ordine la casa (delle pulizie vere e proprie si occupa una colf).

Mattina, dopocena e weekend sono generalmente liberi.

L’offerta è ideale per neodiplomate, laureande o neolaureate che vogliano studiare e perfezionare la lingua tedesca.

 

Profilo aupair

Per candidarsi occorre avere meno di:

  •  26 anni,
  • essere organizzate,
  • aperte,
  • intraprendenti 
  • soprattutto attente e responsabili con i bambini

 

Condizioni economiche

  • regolare contratto secondo le linee guida EU;
  • 300 Euro pocket money mensile;
  • vitto e alloggio in camera singola
  • assicurazione;
  • tempo libero (anche per frequentare scuola di lingua)

 

Guida alla candidatura

Se veramente interessate al progetto, inviare CV e lettera di motivazione entrambe italiano specificando studi, esperienze, interessi lingua, patente di guida. Le candidate selezionate verranno contattate dalla famiglia per un colloquio Skype.

 

 

Scadenza

il prima possibile

 

Candidarsi solo se in possesso dei requisiti minimi richiesti. Candidature prive dei requisiti sopra riportati NON verranno prese in considerazione.

 

Per ulteriori informazioni, inviare una mail tramite form

 

 

 


  • comments powered by Disqus