Macao sgomberato il Tacheles di Berlino scrive a Pisapia. Berlino 15 maggio 2012
Mercoledì 16 Maggio 2012 11:39

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Gentile Sindaco Pisapia e non meno gentili governanti, a chi di dovere, 

nell’Essere Umano la “capacità” di sopportazione è inversamente proporzionale al peso dell’offesa subita”. 

Inizia così la lettera aperta di solidarietà che il Tacheles di Berlino a firma di Barbara Fragogna ha inviato a Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, dopo lo sgombero di Macao avvenuto stamane 

 

«Mi piacerebbe partecipassero, e li invito, a un bando pubblico e che vinca il migliore», ha detto Pisapia.” (Corriere/Milano, 14 maggio 2012)

Questa affermazione, tra le altre, dimostra la totale mancanza del senso della realtà del sindaco di Milano.

 

Chiunque abbia o abbia avuto a che fare con l’amministrazione della cultura italiana conosce perfettamente le regole per cui la probabilità, le cause, i legami d’amicizia se non di parentela, l’appartenenza a questa o a quella fazione, l’incontro in chat o l’ammiccamento su twitter dettino le leggi dell’assegnazione, solitamente a breve termine per i bene accompagnati, solitamente a molto lungo termine per chi non accompagnato ma con abbastanza costanza da perseguitare la causa, dei pochi (ma in realtà molti) fantomatici spazi “pubblici”.

 

Non nascondiamoci più dietro a questi inutili e alquanto trasparenti veli d’ipocrisia, non abbiamo più voglia di essere presi per i fondelli. E siamo in tanti. La richiesta (per giunta molto formale a mio modo di vedere), inoltrata per mezzo dell’AZIONE di Macao, di reclamare spazi per la cultura quando gli spazi attuali destinati alla cultura stessa sono esigui se non del tutto assenti, non doveva essere liquidata in così breve tempo senza alcun diritto di appello, senza nessuna tavola rotonda, senza la minima possibiltà di mediazione.

 

Non siamo di fronte a dei bambini capricciosi che sbattono i piedi per il terzo lecca-lecca di fila.

Siamo di fronte a donne e uomini che non sopportano più il peso dell’ignoranza, della pochezza mentale, dell’autoreferenzialità dei propri governanti (voi direte eletti a furor di popolo, noi risponderemmo con un: “Si, grazie per l’alternativa.”).

 

Mi chiedo seriamente come pensate di arginare questo ormai costante riflusso cerebrale con la repressione.

Siamo sempre più coscienti del triste fatto che “la storia non insegna” a voi nulla, noi invece impariamo.

Siamo spugne, abbiamo appreso abbastanza e siamo più che pronti ad agire o, come vedete, agiamo già e …continueremo...

 

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Autrice: Barbara Fragogna Curatrice,

Kunsthaus Tacheles Berlino

 
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